Boldrini, M5S e l’insulto che serve

Lo dico subito così ci togliamo il pensiero: non ho la minima intenzione di esprimere alcuna solidarietà a Laura Boldrini, che regalando 7 miliardi e mezzo di euro alle banche ha piantato un altro chiodo nella bara del popolo italiano.

Attualmente la signora Boldrini è un personaggio pubblico ed è Presidente della Camera dei Deputati, il che ne fa la terza carica dello Stato. Da che mondo è mondo, il volgo usa dileggiare i potenti: il fatto che al giorno d’oggi i social concedano a quello che un tempo era uno sfogo da osteria la dignità di un’esternazione Urbi et orbi peggiora le cose soltanto esteticamente.

Si vede che la signora Boldrini non è abituata allo scontro: io, che non sono nessuno,  in trent’anni che scrivo e parlo ho collezionato tali e tanti insulti (e minacce) che potrei farci un’antologia. Ho esternato? Ci ho perso il sonno? Mi sono indignata? Ovviamente no. Perché l’insulto, di norma, è l’ultimo argomento che resta a chi non ha più argomenti: attribuirgli soverchia importanza equivale a dimostrare di esserne stati toccati, e quindi legittimare in qualche modo chi insulta.

Senza contare che l’insulto, come ogni altro oltraggio, qualifica chi lo fa e non chi lo riceve. Devo lasciarmi, andreottianamente, indurre a pensare che tutta questa bagarre su chi-insulta-chi sia funzionale al mantenimento di taluni equilibri e alla demonizzazione di talaltri soggetti politici in vista di una normalizzazione ancien régime che non passerà per le urne? Non insistete…

1 Comment on Boldrini, M5S e l’insulto che serve

  1. Matteo "Luca Mad" Andriola | 4 febbraio 2014 at 16:13 | Rispondi

    Basta con la gente che rinvanga il passato: “Mio babbo era partigiano!”, “No, suo padre era fascista!”, “Ma boia chi molla è una frase perseguibile per legge in base alla D.D.T” (e ammazza la vecchia col Flit), “Ma che ne pensa di Calabresi!” e vaccate varie. Altrimenti non lamentiamoci se ci sarà qualcuno che metterà mano all’Hazet 36, al manganello, alla pistola e via degenerando. A destra (e c’è gente che ci campa sul ricordo) e a sinistra (un certo Saverio F., un “Osservatore” moooolto democratico)…

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