Di vergini e cammelli

Non so a quanto stanno i cammelli sul mercato, oggi: ma credo che per una vergine quattordicenne ce ne voglia più di uno.

In Italia i prezzi sono più bassi: mille euro e ti porti a casa (cioè proprio a casa magari no, soprattutto se sei sposato con figli e il frutto dei tuoi lombi ha l’età del tuo nuovo giocattolo) il tuo bel pezzettino di carne fresca incartato col fiocco. Conviene.

O almeno è quello che sembra suggerire la recente sentenza che consente agli imputati nel caso delle baby-squillo dei Parioli il patteggiamento, la sospensione della pena e la non menzione della condanna in cambio di qualche spicciolo. Aggiungiamo la sentenza di Cassazione che prevede l’eventualità delle attenuanti in caso di stupro, e l’impressione sarà quella di aver fatto un salto indietro nel tempo di svariati decenni — Telefono Rosa la definisce una sentenza di 150 anni fa, ma si sa che queste fanatiche convinte che tutto il mondo ce l’abbia con loro sono le solite esagerate: sta’ a vedere che adesso un uomo non può più divertirsi in santa pace.

Seriamente: questa è una di quelle vicende sulle quali davvero non si sa cosa dire, perché nessuna parola per quanto indignata riesce a restituire lo squallore che le permea: mille schifosi euro per avere il permesso di calpestare quella che dovrebbe essere la prima cura dell’adulto, ossia la protezione dei cuccioli — va da sé che la cosa non si dà in natura, ma soltanto nella cultura che contraddistingue e abissalmente separa l’animale umano dagli animali non-umani.

A me personalmente sorge il brutto sospetto che su questi patteggiamenti gravi l’identità di almeno due dei clienti coinvolti (a che titolo e in quale misura ancora, pare, non si sa) nella storiaccia: il Floriani marito di Alessandra Mussolini e il Bruno figlio del Donato Bruno parlamentare di Forza Italia. Poiché non sappiamo i nomi degli altri gentiluomini incapaci di tenersi su le mutande, ma sappiamo che si trattava di una clientela sceltissima, non ci sarebbe nulla di strano che nell’affaire fossero impegolati altri nomi così eccellenti da giustificare una passata di spugna. Del resto, un certo tipo di italiano è quello che si mette l’orologio sul polsino perché lo faceva Agnelli; e, considerati certi Presidenti del consiglio che hanno dettato la linea per anni, perché mai quello stesso tipo di italiano non dovrebbe lasciarsi travolgere da un maschio spirito di emulazione?

Sarebbe bello, che dico, bellissimo se un qualche benemerito Snowden de noantri facesse scappare dalla Procura quei nomi: credo che parecchi gliene sarebbero grati.

P.S.: Non venite a dirmi, per cortesia, che però le ragazzine “ci stavano”: perché il problema non è che una minorenne (molto minorenne) abbia una certa idea del sesso e del mondo. Il problema è l’adulto che le ha consentito di farsela, quell’idea. Ed è quell’adulto che va colpito e punito senza sconti, attenuanti, patteggiamenti o esibizioni di parentele.