L’Expo 2015 ovvero ciò di cui si poteva fare a meno

Parecchi anni fa, a Firenze, andai col mio amico Carlo a vedere un film da brivido, Un fiore nel deserto, ingiustamente negletto da pubblico e critica (ci scrissi anche una recensione, se la ripesco la pubblico): una storia di ordinario disagio familiare sullo sfondo degli esperimenti atomici americani nel Nevada degli anni Cinquanta, che vede inasprirsi inquietudini adolescenziali e relazioni problematiche mentre la cittadinanza pressoché al completo attende con ansia gioiosa il test nucleare senza avere la minima idea di che cosa questo significhi veramente.

Si parva licet componere magnis, ovvero fatte le debite proporzioni, ho la sensazione che tutto questo sconquasso (come avrebbe detto mia nonna) intorno all’Expo 2015 sia un po’ la stessa cosa: come a Las Vegas negli anni Cinquanta, a Milano e in Italia nel 2015 siamo tutti vittime di una propaganda che sembra una sorta di training autogeno — se ci convinciamo che tutto andrà benissimo, tutto andrà benissimo. E fa niente se abbiamo tutti quella faccia un po’ così dei protagonisti di Desert bloom nella foto d’apertura.

In realtà, i motivi per cui niente andrà bene con l’Expo sono parecchi e fondati: primo fra tutti, la pervicacia con cui si è voluto continuare a lavorare per la realizzazione di questo mostro nonostante il sopraggiungere, nel 2008, della crisi — fattore, questo, che avrebbe imposto una rivalutazione del progetto e una dignitosa retromarcia a vantaggio del bene comune: in parole più semplici, stiamo parlando di oltre 10 miliardi di euro (10.000.000.000) di finanziamenti pubblici per la costruzione di questa macchina colossale; stiamo parlando di soldi che avrebbero potuto essere impiegati più profittevolmente per far fronte alle immense difficoltà in cui questo disgraziato paese ha dovuto e deve ancora dibattersi.

Poi, basta riflettere un momento sul fatto che il tema centrale della manifestazione è “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, e che fra gli sponsor della medesima manifestazione figurano McDonald’s, Coca-Cola e Monsanto per porsi qualche legittima domanda.

Pazienza. Non resta che aspettare la fine del prossimo semestre, e incrociare le dita. Senza dimenticare che il 23 maggio 1914 s’inaugurava a Genova l’Esposizione internazionale di marina e igiene marinara – Mostra coloniale, e che il 24 maggio 1915 l’Italia entrava in guerra. Vedi, alle volte, le coincidenze…