Un pensiero per Diesel

Si chiamava Diesel. Era una femmina di Malinois, aveva sette anni ed era — suo malgrado — un cane poliziotto: perché ai cani di fare il poliziotto non importa niente.

Diesel è morta stamattina nello scontro a fuoco di Saint-Denis, a Parigi, crivellata di colpi dai terroristi asserragliati nell’appartamento circondato dalle forze di polizia. Probabilmente sarebbe stato possibile fare ricorso a mezzi più tecnologici e non viventi per condurre l’assalto — ma in fondo era solo un cane, e poi era stata addestrata per quello: è così che dicono quegli infelici a cui una cattiva educazione o un’indole sciagurata ha negato il piacere e l’onore (sì, l’onore) di condividere il proprio percorso terreno con un animale.

Anche il mio cane è una femmina; anche il mio cane avrà tra breve sette anni. Come lei, a Diesel sarà piaciuto farsi grattare sulla testa, fra le orecchie; come lei, Diesel avrà sognato in quel modo buffo e tenerissimo che hanno i cani, tutti mugolii e zampe frementi in corse oniriche di caccia e di gioco; come lei, a Diesel sarà bastato guardarla due volte per farla rovesciare sulla schiena, pancia all’aria, in attesa di un umano compiacente che si fermasse a coccolarla.

Ma ora Diesel non avrà più grattini né sogni né coccole. Non in questo mondo, non in questa dimensione. E non perché fosse giunto il suo momento, quel momento fatale che giunge equanime per tutto ciò che vive; ma perché qualcuno ha deciso così. Un qualcuno che possiamo individuare indifferentemente nei barbari terroristi che le hanno sparato o nei civilizzati istruttori che l’hanno cresciuta al fine di mandarla a morire: entrambi nella medesima ottica per cui al centro dell’universo sta l’essere umano, e tutti gli altri viventi riempiono (a vario titolo) le periferie territoriali e ontologiche.

Mi disgusta tutto questo. Mi fa orrore e ribrezzo. Non dovrebbe esserci concesso di decidere della vita dei non-umani; non dovremmo godere del diritto di disporre arbitrariamente di queste vite innocenti. Se possiamo farlo è perché c’è qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui la nostra specie si è evoluta; e mi riesce impossibile pensarla diversamente.

Addio, piccola Diesel. Sei morta sola, ma non sei sola.

6 Comments on Un pensiero per Diesel

  1. il caso mi ha fatto leggere il suo articolo e le scrivo per dirle che le voglio bene, tanto. cosa potrei aggiungere ? forse io e lei avremo solo questo “contatto” nella vita e solo in questo modo ma sappia che quella strana sensazione di solitudine che ha provato non é tale si tratta molto piu correttamente di consapevolezza e le garantisco che é la strada giusta , ne abbia cura e nel raccomandarle di custodirne i segreti gelosamente si ricordi che avra nel quotiniano moltissime occasioni di farne dono indicandola a moltissime persone ma purtroppo non a tutti. ancora un grandissimo abbraccio , addio.luigi ( yuki é il nome di uno dei due golden con il quale vivo . )

    • Alessandra | 10 dicembre 2015 at 11:18 |

      Grazie, Luigi, per il Suo commento.
      La fine di Diesel è stata una cosa tristissima: poterla condividere è per me un sollievo.
      Le ricambio l’abbraccio, e auguro ogni bene a Lei e ai Suoi amici
      A.

  2. ammirevole il tuo scritto sugli animali per la ennesima volta traditi dalle bestie umane che non avranno pace e salute fintantochè useranno viventi (animali) per ucciderli e farne cibo o altro becero scopo. Non ci sarà mai pace per gli uomini sul pianeta fintanto esisterà questa barbarie sugli altri esseri viventi (animali), il karma deve essere consumato , ancora grazie per aver fatto questo articolo
    Luciano

  3. amelia impellizzeri | 19 novembre 2015 at 04:34 | Rispondi

    Infatti, è quello che penso pure io,: sempre sfruttamento! Che nessuno ha chiesto o chiede ai cani se vogliono fare i poliziotti e rischiare la pelle… gli viene IMPOSTO! Mentre gli umani lo fanno e rischiano per propria scelta…

    • Alessandra | 10 dicembre 2015 at 11:16 |

      Esattamente, Amelia: è proprio così. Gli umani scelgono e impongono la propria scelta ai più deboli, soprattutto ai non-umani: categoria che comprende sia gli animali sia quegli altri umani di serie B ai quali, per questioni ideologiche, viene negato lo status di esseri umani a pieno titolo.
      Grazie di aver commentato, un caro saluto.

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