Dissequestrate Massimo Bossetti

mora

 

 

Per una volta, non scrivo di animali ma di umani. Scrivo di Massimo Giuseppe Bossetti, accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio.
I fatti li sanno tutti, perché i media ne rigurgitano. Ma i media non dicono tutto, e per soprammercato sono proni al moloch (fra gli altri) dello scientismo — che, va da sé, non è la scienza. Bossetti è stato virtualmente riconosciuto colpevole e condannato da subito, grazie all’infelice sentenza che “il Dna non vola” (seconda, per infelicità, soltanto al noto tweet del noto ministro che in un Paese degno di questo nome non soltanto avrebbe dato le dimissioni ma neppure sarebbe mai assurto a quella carica): e invece il Dna può volare, eccome. Lo dimostrano “al di là di ogni ragionevole dubbio”, come si usa dire, diversi studi non sospetti e neppure recentissimi, provenienti dall’Australia, dal Nebraska, dal Canada, dalla Germania (di interessantissima lettura, anche per i non addetti ai lavori; grazie a http://albatros-volandocontrovento.blogspot.it/…):

The transfer of human DNA by Lucilia cuprina (Meigen) (Diptera: Calliphoridae), Durdle et al 2009

The Food Preferences of the Blow Fly Lucilia cuprina Offered Human Blood, Semen and Saliva, and Various Nonhuman Foods Sources, Durdle, Mitchell & van Oorschot 2015

Alteration of Expirated Bloodstain Patterns by Calliphora vicina and Lucilia sericata (Diptera: Calliphoridae) Through Ingestion and Deposition of Artifacts, Striman et al 2010

Confounding factors of fly artefacts in bloodstain pattern analysis, Langer & Illes 2015

Blow fly artifacts from blood and putrefaction fluid on various surfaces: a source for forensic STR typing, Kulstein et al 2015

The Morphology of Fecal and Regurgitation Artifacts Deposited by the Blow Fly Lucilia cuprina Fed a Diet of Human Blood, Durdle et al 2013

The Use of Forensic Tests to Distinguish Blowfly Artifacts from Human Blood, Semen, and Saliva, Durdle et al 2014

 

Eppure la fola della presunta prova regina che inchioderebbe incontrovertibilmente Bossetti alle sue orribili responsabilità sembra divenuta legge — che dico?, verità rivelata, dogma, ciò-che-non-può-essere-messo-in-discussione-pena-l’esilio-dal-consorzio-civile. E poiché a battere la grancassa delle certezze granitiche sono stati alcuni programmi e alcuni volti noti dell’infotainement nazionale, ecco che attorno alla colonna infame cui è oggi incatenato Bossetti si è raccolta una folla oceanica di forcaioli che vuole veder scorrere il sangue.
Ora, io non ho alcuna evidenza dell’innocenza di Bossetti. Non lo conosco e non sapevo della sua esistenza fino al momento dell’esecrabile tweet ministeriale. Ma sulla base di quello che è emerso dalle indagini, non ho alcuna evidenza della sua colpevolezza e pertanto, in coscienza, non posso accettare che venga condannato.
Ci sono troppe cose che non tornano, in questo processo, a partire dalle indagini che hanno portato all’arresto di Bossetti per finire con le scelte procedurali dell’accusa. Ci sono troppe cose che non tornano nell’accanimento mediatico contro Bossetti e la sua famiglia, nei confronti dei quali sono stati raggiunti livelli di inciviltà che fanno ribrezzo e che meriterebbero sanzioni penali.
Non posso fare altro che aspettare di conoscere il verdetto di primo grado, che verrà emesso stasera. Nell’attesa, medito amaramente sul degrado di questa che, con bella retorica, amava definirsi “patria del diritto”.

2 Comments on Dissequestrate Massimo Bossetti

  1. Raoul Pontalti | 11 luglio 2016 at 18:50 | Rispondi

    Faccio notare che Lucilia cuprina è specie tropicale di dittero con larve sarcofagidi, non presente in Alta Italia e tanto meno ivi attiva nel tardo autunno.

    • Alessandra | 11 luglio 2016 at 19:28 |

      Faccio notare che non si sostiene la presenza di Lucilia cuprina nella Bergamasca.

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