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	<title>Alessandra Colla</title>
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	<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 10:31:01 +0000</pubDate>
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		<title>Lettera a Carlo</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 08:18:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Silva rerum]]></category>

		<category><![CDATA[Giorni bianchi giorni neri]]></category>

		<category><![CDATA[Caro diario]]></category>

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		<description><![CDATA[E così, amico mio, sono trascorsi cinque anni.
Non mi sembra possibile, ma devo arrendermi all&#8217;evidenza. Non so se adesso, lì dove sei, possono fischiarti le orecchie: ma ti assicuro che parliamo di te, e ti pensiamo, con tale frequenza e intensità che certamente in qualche modo te ne dovrai accorgere.
Siamo pochi — te lo dicevo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E così, amico mio, sono trascorsi cinque anni.<br />
Non mi sembra possibile, ma devo arrendermi all&#8217;evidenza. Non so se adesso, lì dove sei, possono fischiarti le orecchie: ma ti assicuro che parliamo di te, e ti pensiamo, con tale frequenza e intensità che certamente in qualche modo te ne dovrai accorgere.<br />
Siamo pochi — te lo dicevo già l&#8217;anno passato, ricordi?— ma siamo buoni. E felici di aver condiviso il tuo passaggio terreno: compagni di strada in un tempo parecchio interessante, ed è proprio un peccato che tu non sia qui, perché stanno succedendo cose che davvero a pensarci sembra impossibile che la gente possa continuare a vivere normalmente come se niente fosse.<br />
Ho detto &#8220;gente&#8221;, e tu penserai che parlo della massa. In realtà la cosa divertente è che sono proprio quelli che si piccano di fare politica ad avvitarsi, invece, in certi arzigogoli che si pensavano confinati al secolo passato. Si parla di continuo del nuovo che avanza ma qui, caro mio, c&#8217;è tanto di quel vecchiume che i viceré, al confronto, sembrano dei rockettari.<br />
A proposito di cose nuove: adesso vanno parecchio di moda i social network — luoghi d&#8217;incontro virtuale che ti permettono di conoscere pochi elementi validi e molti cretini, in tempo reale e senza muoverti di casa, sai? Potenza della tecnologia&#8230; Mi sono fatta traviare anch&#8217;io, convinta dal nostro Claudio che ha fatto leva sulla tentazione intrigante di saper cavalcare la tigre della modernità, e peccato, di nuovo, che non ci sei a vedere cosa si può combinare adesso con un pc. Pensa che lo scollamento fra reale e virtuale arriva al punto che c&#8217;è gente capace di dire una cosa col suo vero nome, e di sostenere l&#8217;esatto contrario nascondendosi dietro un nickname, stringendo amicizie da un lato e diffamando dall&#8217;altro&#8230; Ne parlavo ieri con un amico, chiamando in causa la psicoticità della società liquida e via sociologando. Mi ha interrotto, seccato: <em>«Ma quale psicoticità! È paraculaggine»</em>. Voilà le mot, ho pensato.<br />
Di positivo, invece, c&#8217;è che si parla ancora, e bene, di geopolitica. Si scrivono libri, la rivista fa un lavoro egregio, e se penso alle analisi che la tua lucidità e la tua preparazione avrebbero potuto regalarci in questo periodo di rivolgimenti che forse possiamo definire epocali (anche se, standoci in mezzo, è difficile mantenersi distaccati), mi viene una gran voglia di buttare nella pattumiera quella storia che il caso è solo il nome che lo sciocco dà al Fato, e di maledire quel Caso che senza alcuna Necessità ha separato anzitempo le nostre strade.<br />
Sì, sì, la smetto&#8230; Non è così facile come quando c&#8217;eri tu a venirtene fuori con qualche causticità tutta toscana a far evaporare l&#8217;umidore sentimentale che a tratti ci travolgeva, ma insomma ce la posso fare. Ce la posso fare ad andare avanti sapendo di non poterti più telefonare o scrivere o incontrare; sapendo che con te se n&#8217;è andata una delle pochissime persone (vi conto sulle dita di una mano, sai?) con le quali posso sentirmi me stessa; sapendo che in questa vita mi tocca rinunciare — e lo dico senza piaggerie, ché fra noi non ce n&#8217;è mai stato bisogno — a un amico e un maestro.<br />
Arrivederci, Carlo. Non so ancora dove sei, ma so dove trovarti — perché in fondo non ti ho mai perso.<br />
Con affetto<br />
A.</p>
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		<title>Il peggiore amico dell&#8217;uomo</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 12:55:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ritagli]]></category>

		<category><![CDATA[Quisquilie e pinzillacchere]]></category>

		<category><![CDATA[Perché non voto]]></category>

		<category><![CDATA[Personaggi e personagge]]></category>

		<category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category>

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		<description><![CDATA[Non seguo molto le cronache, in questi giorni, ma mi par di capire che Gianfranco Fini si sia ficcato (o sia stato ficcato, come usa ai giorni nostri) in un bel ginepraio. Sarà contento Berlusconi, una volta tanto che non fa da puntaspilli istituzionale.
Come ho già detto, nulla può interessarmi di meno della querelle Fini-Berlusconi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non seguo molto le cronache, in questi giorni, ma mi par di capire che Gianfranco Fini si sia ficcato (o sia stato ficcato, come usa ai giorni nostri) in un bel ginepraio. Sarà contento Berlusconi, una volta tanto che non fa da puntaspilli istituzionale.<br />
<a href="http://www.alessandracolla.net/?p=467">Come ho già detto</a>, nulla può interessarmi di meno della querelle Fini-Berlusconi, strascichi e stracci inclusi.<br />
Mi limito a notare che se il presidente della Camera, all&#8217;epoca in cui lasciò la storica e un po&#8217; coatta consorte Daniela (che pure oggi, assai dignitosamente, dichiara <em><a href="http://www.corriere.it/politica/10_agosto_17/cazzullo_amori_veleni_c05a89ee-a9cd-11df-8b1f-00144f02aabe.shtml">«da me non avrete una sola parola contro Gianfranco»</a></em>), l&#8217;avesse fatto per — che so — la professoressa Tizia di anni 47, o la farmacista Caia di anni 51, sono certa che nessuno avrebbe avuto niente da ridire. Invece l&#8217;ha fatto, lui 55enne, per una 35enne belloccia, avvocatessa più nota per le performance mondane che per quelle giuridiche, e blandamente famosa per essersi accompagnata col bancarottiere Gaucci (<a href="http://www.mazzetta.splinder.com/post/22204147/gianfranco-fini-si-vergogna-del-passato-di-elisabetta">ma fra un po&#8217; forse questo non si potrà nemmeno dire</a>).<br />
Il che pone irrimediabilmente Gianfranco Fini sul medesimo piano inclinato di tutti quei maschi che, alla boa fatidica dei 50 anni, sballottati dagli ormoni in tempesta del Mare Andropausicum, quando avvistano un mezzo quintale di carne fresca dal packaging invitante preferiscono lasciare i comandi al loro piccolo amico pelato laggiù.<br />
Che si tratti di austeri docenti, gelidi professionisti, intellettuali aristocratici od oscuri metalmeccanici, quando a decidere è quella testina capricciosa <em>les jeux sont faits</em>. Buona fortuna.</p>
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		<title>&#8220;Viva Palestina&#8221;: un progetto da sostenere!</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:18:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[A ovest di Paperino]]></category>

		<category><![CDATA[Prohibiti]]></category>

		<category><![CDATA[Palestina occupata]]></category>

		<category><![CDATA[Perché non voto]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Amal apprendo di un&#8217;iniziativa meritoria da sostenere come si può, per alleviare le sofferenze del popolo palestinese assediato nella Striscia di Gaza dall&#8217;occupante israeliano. I modi per contribuire sono tanti, chiunque troverà il modo di apportare un contributo. Leggete e fate girare.
Il terribile massacro a bordo della nave Marmara del 31 maggio 2010 ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Da <a href="http://www.associazioneamal.org/?q=chisiamo">Amal </a>apprendo di un&#8217;iniziativa meritoria da sostenere come si può, per alleviare le sofferenze del popolo palestinese assediato nella Striscia di Gaza dall&#8217;occupante israeliano. I modi per contribuire sono tanti, chiunque troverà il modo di apportare un contributo. Leggete e fate girare.</strong></p>
<blockquote><p>Il terribile massacro a bordo della nave Marmara del 31 maggio 2010 ha portato a un cambiamento radicale dell&#8217;opinione pubblica internazionale, che si è nettamente schierata contro l&#8217;assedio disumano del popolo di Gaza: un numero sempre maggiore di attivisti è quindi spinto a portare aiuti e solidarietà al popolo palestinese e a porre fine al blocco della striscia di Gaza.<br />
Un risultato è <a href="http://www.vivapalestina.org/vp5/intro.html">“Viva Palestina 5 - a global lifeline to Gaza”</a>, un convoglio internazionale che partirà il 18 Settembre 2010 da Londra, Casablanca e Doha e che cercherà, contemporaneamente ad una flottiglia coordinata dall&#8217; <a href="http://www.freegaza.org/">“International Committee to Break the Siege on Gaza”</a>, di raggiungere Gaza.</p>
<p>Questo progetto di dimensioni considerevoli (500 veicoli e oltre 20 navi) è supportato, oltre che da migliaia di attivisti internazionali, da diversi Paesi di tutto il mondo tra cui Turchia, India, Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda e altri dell&#8217;America Latina, del Medio Oriente e dell&#8217;Europa.</p>
<p>Obiettivo dei 20 veicoli che partiranno dall&#8217;Italia (uno per regione) è quello di portare apparecchiature mediche, forniture scolastiche, il necessario per la ricostruzione di una moschea distrutta e di una scuola per orfani ed il materiale per l&#8217;edificazione di una struttura sanitaria per la maternità a Beit Hanoun nel nord di Gaza. [<a href="http://www.associazioneamal.org/?q=node%2F593">continua qui</a>]</p></blockquote>
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		<title>Cari amici vicini, lontani e ritrovati&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 13:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[&#8230; e cari lettori/commentatori,
sono certa che potrete pazientare fino alla fine di agosto per leggermi.
Qui dove sono, la connessione internet è &#8212; userò un eufemismo &#8212; problematica. Anche una cosa così semplice come controllare la posta richiede tempi geologici ai quali non siamo più abituati, e dal momento che sono (o presumo di essere) in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; e cari lettori/commentatori,<br />
sono certa che potrete pazientare fino alla fine di agosto per leggermi.<br />
Qui dove sono, la connessione internet è &#8212; userò un eufemismo &#8212; problematica. Anche una cosa così semplice come controllare la posta richiede tempi geologici ai quali non siamo più abituati, e dal momento che sono (o presumo di essere) in vacanza l&#8217;ultima cosa che voglio è restare incatenata a questo diabolico oggetto che è il computer.<br />
Quindi, poiché in questo scampolo di web non si trattano, per ora, questioni di vita o di morte, spero non me ne vorrete se rimando tutte le risposte a quando sarò tornata &#8212; in me, all&#8217;usato lavoro, in città&#8230; alla <em>normalità</em>, insomma.<br />
Grazie e a presto.</p>
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		<title>Ancora (!) su destra e sinistra</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 09:53:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Silva rerum]]></category>

		<category><![CDATA[Sulla rotta di Piri Reis]]></category>

		<category><![CDATA[A ovest di Paperino]]></category>

		<category><![CDATA[Prohibiti]]></category>

		<category><![CDATA[Perché non voto]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi non ho niente da fare. Sembra che lassù Qualcuno abbia dimenticato i rubinetti dell&#8217;acqua aperti, e non potendo andare in giro sotto questo cielo nero e inzuppato butto qualche parola al vento (ne arrivasse un po&#8217;, magari, a spazzar via questa nuvolaglia diluviante!).
Mi pare fosse Bordiga a dire che il male peggiore del fascismo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi non ho niente da fare. Sembra che lassù Qualcuno abbia dimenticato i rubinetti dell&#8217;acqua aperti, e non potendo andare in giro sotto questo cielo nero e inzuppato butto qualche parola al vento (ne arrivasse un po&#8217;, magari, a spazzar via questa nuvolaglia diluviante!).</p>
<p>Mi pare fosse Bordiga a dire che il male peggiore del fascismo è stato l&#8217;antifascismo (parafrasando, aggiungerei che il male peggiore del comunismo è stato l&#8217;anticomunismo). In concreto, la dotta citazione introduce uno dei luoghi comuni più cari all&#8217;antifascismo militante: e cioè che il motto &#8220;né destra né sinistra&#8221; sia l&#8217;<em>escamotage</em> preferito dei fascisti per far passare subdolamente la loro mortifera ideologia e infiltrarsi eccetera.</p>
<p>Urge rettifica: in realtà, il &#8220;né destra né sinistra&#8221; appartiene alla frangia benedetta e miserella dei sansepolcristi o diciannovisti (o &#8220;fascisti di sinistra&#8221;, se si vuole). Ovvero di coloro che, abbracciando i princìpi del &#8216;19 (il &#8220;Programma di San Sepolcro&#8221; &#8212; piazza San Sepolcro a Milano, dico, non la cittadina bellissima di Sansepolcro in provincia di Arezzo: puntualizzo perché c&#8217;è chi confonde le due cose, e questo mi fa una tristezza&#8230;) &#8212; di coloro, dicevamo, che abbracciando i princìpi del Programma sansepolcrista intendevano fare piazza pulita, già allora!, delle ideologie per dar vita a qualcosa di nuovo: e le cui istanze caddero al Congresso di Roma del novembre 1921, quando si affermò una più marcata tendenza verso la &#8220;destra&#8221; che scontentò molti fascisti della prima ora, i quali si sentirono legittimamente traditi. Proprio come nel 1936 si sentiranno traditi quei giovani universitari fascisti che avevano plaudito alla rivoluzione spagnola per poi scoprire che il regime era, dopo qualche traccheggiamento, di tutt&#8217;altro avviso; e che, espulsi dal partito o emarginati dallo stesso, passarono dall&#8217;altra parte. <em>Et pour cause</em>. L&#8217;avrebbero fatto nel dopoguerra anche molti combattenti della RSI, convinti che un riflesso dell&#8217;originario messaggio fascista si riverberasse più nel Partito comunista che nel Movimento sociale.</p>
<p>Insomma quest&#8217;idea dell&#8217;andare oltre destra e sinistra, nel senso non già di rinnegare o vituperare quelle realtà, bensì di lasciarsele alle spalle consegnandole alla storia per elaborare nuovi assetti del Politico alla luce dei mutati scenari mondiali, è stata un chiodo fisso della destra radicale (di una sua parte, almeno) e di certa sinistra eretica: entrambe sconcertate di fronte al massacro fisico e intellettuale di intere generazioni annientate dal teorema criminale degli opposti estremismi, funzionale al cosiddetto Sistema ovvero al mantenimento di uno stato di sudditanza dell&#8217;Italia alle potenze d&#8217;oltreoceano, concertato nel corso della seconda guerra mondiale e ancora oggi, ahinoi, ben saldo. Quella certa destra e quella certa sinistra non hanno mai mancato di parlarsi.</p>
<p>Dopodiché, dal momento che sia a destra che a sinistra sussiste un esiziale impasto di ignoranza, becerume, sloganistica e malafede, la possibilità di un dialogo allargato è sempre più a rischio: la prevalenza del cretino mortifica i rari tentativi in questo senso, anche se per fortuna nelle nuove generazioni emerge qualcuno in grado di raccogliere il testimone. Sono passati parecchi anni da quando Renzo De Felice (nel suo <em>Rosso e Nero </em>che gli attirò gli strali della peggior sinistra e dell&#8217;antifascismo in blocco, che ne avevano ben donde) esortava ad affrettarsi perché lo spazio utile ad un confronto più sereno si stava pericolosamente riducendo. Continuo a credere che qualche spiraglio ancora ci sia.</p>
<p>Per quanto mi riguarda, oggi come oggi il desiderio (fortissimo e doloroso) di superare destra e sinistra è motivato da ragioni di salute: entrambe mi stomacano, e non vedo per quale motivo dovrei passare il mio tempo a lottare contro la nausea quando ci sono ben altre battaglie da combattere.</p>
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		<title>Le noie della villeggiatura</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 13:48:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[A ovest di Paperino]]></category>

		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>

		<category><![CDATA[Perché non voto]]></category>

		<category><![CDATA[Personaggi e personagge]]></category>

		<category><![CDATA[Fini (Gianfranco)]]></category>

		<category><![CDATA[Pdl]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà l&#8217;ozio vacanziero, sarà la quiete montana, fatto sta che quest&#8217;estate mi sembra noiosa.
Non c&#8217;è nulla di nuovo nei militari italiani morti in Afghanistan: sono volontari, è vero, e fa parte del gioco. Ma suppongo che sia ugualmente seccante partire convinti di essere in missione di pace e poi ritrovarsi, direttamente o indirettamente, bersaglio degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà l&#8217;ozio vacanziero, sarà la quiete montana, fatto sta che quest&#8217;estate mi sembra noiosa.</p>
<p>Non c&#8217;è nulla di nuovo nei <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_luglio_28/afghanistan-morti-soldati-italiani_2bb4556c-9a65-11df-78969-00144f02aabe.shtml">militari italiani morti in Afghanistan</a>: sono volontari, è vero, e fa parte del gioco. Ma suppongo che sia ugualmente seccante partire convinti di essere in missione di pace e poi ritrovarsi, direttamente o indirettamente, bersaglio degli insorti ovvero coinvolti in una guerra vera. Allora ditelo, insomma.</p>
<p>Non c&#8217;è nulla di nuovo nemmeno negli <a href="http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE67206A20100803">scontri al confine fra Libano e Israele</a>. I rapporti fra i due paesi viaggiano <a href="http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=464565">sul filo del rasoio</a> da parecchio tempo, e la guerra del 2006 è ancora troppo recente per non pesare in modo considerevole sul piatto della memoria reciproca. Naturalmente adesso ci sono di mezzo anche la <a href="http://guerrecontro.altervista.org/blog/?p=2678">questione iraniana</a> e l&#8217;<a href="http://it.peacereporter.net/articolo/23382/Medio+Oriente%2C+Israele+favorevole+all%27inchiesta+dell%27Onu+sul+blitz+contro+la+freedom+flottiglia">inchiesta ONU sull&#8217;aggressione alla <em>Mavi Marmara</em></a> appena approvata: il che non contribuisce né a rasserenare gli animi né a stemperare una tensione internazionale più densa di un budino.</p>
<p>Non c&#8217;è nulla di nuovo neppure sulle rivelazioni (?!?) di <a href="http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/120164/la_destra_immorale">Fabio Granata</a> relative alle <a href="http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/granata-denuncia-infiltrazioni-br-/mafiose-alle-regionalibr-">infiltrazioni mafiose nella politica</a>: non so come buttino le cose nel resto d&#8217;Italia, ma in Lombardia è da lunga pezza che i rapporti fra politica e mafia (ma anche &#8216;ndrangheta&#8230;) sono intrecciati ad alto livello, a partire dal settore edilizio per poi allargarsi a tutto ciò che produce denaro e potere (foss&#8217;anche un poteruccio piccolo piccolo, da <em>parvenu</em>). Quindi scusatemi, ma mi viene da sbadigliare.</p>
<p>E, da ultimo, tantomeno c&#8217;è qualcosa di nuovo in merito agli sconvolgimenti o presunti tali operati da Gianfranco Fini in sede di assetti politici nazionali. Se ne va, non se ne va, se n&#8217;è andato; fonda un nuovo partito, non lo fonda, si allea, dà le dimissioni, non le dà, litiga, fa la pace, si apre, discute, si arrocca, volta le spalle, apre le braccia&#8230; Non è un uomo, è un <em>tourbillon</em>.<br />
Ma dov&#8217;è la novità? E perché c&#8217;è tutta questa frenesia intorno al personaggio e alle sua manovre? Tutti coloro che in questi giorni scommettono sulla riuscita o sull&#8217;insuccesso delle agitazioni finiane sono più agitati di lui, e non se ne capisce davvero il motivo.<br />
Che cosa potrebbe davvero mutare, in Italia, se Fini avesse la meglio su Berlusconi? Lo strappo dall&#8217;uomo di Arcore è un punto a suo favore, per molti ma non per tutti (anche se non è certo che sia stato dettato da un&#8217;autentica spinta su base etica: ma non vorremo fare processi alle intenzioni, non è vero?). Di sicuro, però, la voglia insistita di liberalismo - che sono ancora in troppi a confondere con &#8220;libertà&#8220;, la quale del resto viene ormai sempre più spesso confusa con &#8220;licenza&#8221; - denota un orientamento assai poco dissimile da quello del Cavaliere e dei suoi seguaci, che hanno a loro volta cavalcato con entusiasmo le numerose e allettanti opportunità offerte da un partito come il Pdl, un &#8220;buon partito&#8221; che tante verginelle hanno avuto fretta di sposare.<br />
Finché l&#8217;Italia resterà colonia, potranno tutt&#8217;al più avvicendarsi i suoi mezzadri: il cui compito è soltanto quello di amministrare il potere per conto terzi. Che il mezzadro si chiami Silvio o Gianfranco, cambia (e importa) veramente assai poco.</p>
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		<title>Salutismo. Salutismo?!?</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 11:16:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Silva rerum]]></category>

		<category><![CDATA[Quisquilie e pinzillacchere]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci si ritrova al parco tutte le sere.
Siamo il piccolo popolo dei proprietari di cani, che frequenta il parco per consentire ai nostri quattrozampe di socializzare un po&#8217;. Ignoriamo reciprocamente i nostri nomi, l&#8217;età, la professione, l&#8217;indirizzo &#8212; sorta di legione straniera ideale in cui l&#8217;unico vincolo che ci accomuna è appunto quello di condividere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci si ritrova al parco tutte le sere.<br />
Siamo il piccolo popolo dei proprietari di cani, che frequenta il parco per consentire ai nostri quattrozampe di socializzare un po&#8217;. Ignoriamo reciprocamente i nostri nomi, l&#8217;età, la professione, l&#8217;indirizzo &#8212; sorta di legione straniera ideale in cui l&#8217;unico vincolo che ci accomuna è appunto quello di condividere la nostra esistenza col miglior amico dell&#8217;uomo (e della donna, <em>ça va sans dire</em>).<br />
Ieri sera ero nella zona cani con un altro legionario, quando sentiamo un ansare, uno sbuffare penoso che diventa rantolo al di là della siepe. Corriamo a guardare, non si vede niente; leghiamo i cani e ci precipitiamo fuori del recinto per soccorrere la vittima. Continuiamo a sentire i gemiti, ma ancora non riusciamo a scorgere nulla; c&#8217;inoltriamo per il sentiero e lì troviamo un tizio sulla cinquantina, pancetta, occhi fuor dalle orbite, paonazzo, che si ammazza di flessioni.<br />
Restiamo lì interdetti, a fissarlo senza capire, finché lui con un filo di voce e una smorfia che vorrebbe essere un gagliardo sorriso dice: <em>«È importante tenersi in forma»</em>, e continua a pompare anfanando come un moribondo. Mormoriamo educatamente qualcosa e ce ne andiamo.<br />
Rientriamo nella zona cani senza dire una parola, e senza neppure guardarci in faccia.<br />
Sciogliamo i cani, ci sediamo su una panchina e il mio amico-di-parco tira fuori di tasca un pacchetto di sigarette: me ne offre una in silenzio, in silenzio la prendo e le accendiamo. Ce le siamo gustate fino all&#8217;ultimo tiro, senza parlare. Sul viso, una serena complicità.</p>
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		<title>&#8220;Colpevole di essere fedele&#8221;: un evento di Memento Naturae</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 15:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Colpevole di Essere Fedele - Abbandonarli vuol dire Tradirli
La Giornata contro gli Abbandoni organizzata dall&#8217;Associazione Memento Naturae si terrà all&#8217;interno dello Spazio Libero AgroRomano di Maccarese in Via Castel San Giorgio 225 domenica 25 luglio 2010 dalle ore 16.
L&#8217;evento in questione cercherà di trattare nel modo più esaustivo possibile, il delicatissimo settore riguardante appunto gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Colpevole di Essere Fedele - Abbandonarli vuol dire Tradirli</p>
<p>La Giornata contro gli Abbandoni organizzata dall&#8217;Associazione Memento Naturae si terrà all&#8217;interno dello Spazio Libero AgroRomano di Maccarese in Via Castel San Giorgio 225 domenica 25 luglio 2010 dalle ore 16.</p>
<p>L&#8217;evento in questione cercherà di trattare nel modo più esaustivo possibile, il delicatissimo settore riguardante appunto gli abbandoni, ma anche il grave problema del randagismo; crediamo che il modo per risolverlo sia possibile solo attraverso una seria campagna di promozione in favore di sterilizzazioni massicce e imponendo il microchip a tutti i cani, cioè fornendo una carta d&#8217;identità obbligatoria atta a proteggere il nostro amico a quattro zampe.</p>
<p>Non tralasceremo di parlare del modello &#8220;canile pubblico&#8221; che crediamo debba essere inteso come luogo &#8220;temporaneo&#8221; di passaggio per gli animali abbandonati e non come una prigione; per questo auspichiamo alla nascita di nuovi modelli, attraverso una graduale sostituzione di gabbie e favorendo la creazione di grandi recinti aperti e più spaziosi.</p>
<p>Saranno ospiti a testimoniare con la loro azione giornaliera quello che stiamo affermando, due importantissime associazioni: Aida&#038;A e Pet Village, due rifugi gestiti a Roma in maniera ottimale e senza finanziamenti pubblici.<br />
Saranno rappresentati rispettivamente dalle loro responsabili: Michela Faitanini e Flavia Ermetes. Le suddette associazioni porteranno dei cani, racconteranno delle loro storie ed esperienze e cercheranno di sponsorizzare la loro adozione. Ci sarà anche la testimonianza di un importante rappresentante della Curva Nord biancoceleste che ha contribuito per moltissimi anni al sostegno di uno di questi rifugi.</p>
<p>Sarà organizzata anche una mostra fotografica di pelosi ancora in cerca d&#8217; affetto, nonché stand con prodotti artigianali e naturali per dare lustro all&#8217;evento. Abbiamo rivolto l&#8217;invito a partecipare anche al Baubeach, un buon esempio della Maccarese animalista, vista la sua spiaggia aperta ai nostri amici a quattro zampe.</p>
<p>L&#8217;iniziativa, che ha avuto il patrocinio del Comune di Fiumicino Assessorato alle Politiche Sociali, è già stata appoggiata da vari consiglieri e assessori del litorale che faranno anche di tutto per essere presenti: William De Vecchis, Germano Scarabello, Vincenzo D&#8217;Intino, Cristiano Rasi, nonché il Presidente del Consiglio Comunale Mauro Gonnelli.</p>
<p>Altro messaggio che vorremmo proporre in questa giornata dedicata principalmente agli animali in difficoltà, è rivolto anche ad altre questioni che meritano di essere ricordate:</p>
<p>Saranno infatti presenti l&#8217;Associazione Solidarista Popoli e l&#8217;Associazione Laogai Research per dare anche un connotato sociale ed umanitario all&#8217;evento, attraverso popoli che lottano quotidianamente contro regimi eticamente inaccettabili; il Gruppo Donatori Gabriele Sandri perché non bisogna mai dimenticare che c&#8217;è ancora chi aspetta giustizia; l&#8217;Associazione Nati per Lottare onlus che si occupa di difendere i bambini dalla piaga della pedofilia; l&#8217;Ass. Mapinu formata da medici e volontari che si donano per aiutare bambini in difficoltà anche all&#8217;estero.</p>
<p>Sarà preparato anche un aperitivo vegetariano conclusivo da parte dell&#8217;Ass. Zenzero e dulcis in fundo un concerto della rock-band Tipi da Spiaggia.</p>
<p>Come vedete ci sarà da divertirsi, vi aspettiamo pertanto numerosi.</p>
<p>per leggere il comunicato sul nostro sito andate <a href="http://www.mementonatura.org/dett_iniziativa.php?id=72">qui</a></p>
<p>Riccardo Oliva<br />
Presidente Associazione Memento Naturae</p>
<p>Volontari a Difesa di Ciò che è Vita!!!</p>
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		<title>«Abbandonarli vuol dire tradirli»: Memento Naturae contro gli abbandoni</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 09:47:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ipotizzando Gaia]]></category>

		<category><![CDATA[Quisquilie e pinzillacchere]]></category>

		<category><![CDATA[Nero su bianco]]></category>

		<category><![CDATA[Veg]]></category>

		<category><![CDATA[Senzienti non-umani]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 25 luglio 2010, a Maccarese (RM), una campagna contro la piaga degli abbandoni e del randagismo  promossa da Memento Naturae.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 25 luglio 2010, a Maccarese (RM), una <a href="http://www.mementonatura.org/dett_iniziativa.php?id=72">campagna contro la piaga degli abbandoni e del randagismo</a>  promossa da <a href="http://www.mementonatura.org/chi_siamo.html">Memento Naturae</a>.</p>
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		<title>Le stelle mancanti di Ipazia</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 07:54:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Silva rerum]]></category>

		<category><![CDATA[quasiOrion]]></category>

		<category><![CDATA[Ipazia]]></category>

		<category><![CDATA[Astrologia]]></category>

		<category><![CDATA[Dante]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricevo da Giangualberto Ceri (che ringrazio pubblicamente per la cortesia di avermi scelto come destinataria di queste sue riflessioni) lo scritto che segue, e che mi pare interessante per il suo proporre chiavi di lettura molto diverse da quelle cui siamo abituati. Dopo secoli di oblio, la sventurata Ipazia di Alessandria conosce ora, inconsapevolmente, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ricevo da <em>Giangualberto Ceri</em> (che ringrazio pubblicamente per la cortesia di avermi scelto come destinataria di queste sue riflessioni) lo scritto che segue, e che mi pare interessante per il suo proporre chiavi di lettura molto diverse da quelle cui siamo abituati. Dopo secoli di oblio, la sventurata Ipazia di Alessandria conosce ora, inconsapevolmente, il suo quarto d&#8217;ora di celebrità (Warhol <em>docet</em>): ciò che non comporta affatto l&#8217;esser compresa. Ben vengano, dunque, voci diverse in grado di rimandare (anche) ad altri piani dell&#8217;Essere. Buona lettura.</strong><br />
<br />
<hr /><br />
</p>
<p>Nel Film “AGORA’” su IPAZIA - JOHN TOLAND, Ipazia, Editrice Clinamen, Firenze, 2010 - mancano assolutamente i riferimenti ASTROLOGICI: ed è gravissimo!!! Le scuole neoplatoniche dei primi secoli non erano guidate in tale modo. Il film è stato comunque culturalmente molto utile, se pur, da un punto di vista artistico, criticabile. Comunque ne andrebbero messi in scena altri riguardanti argomenti simili. L’ utilità del film avrebbe potuto essere evidenziata anche da MARINO discepolo di PROCLO, poiché egli racconta che Proclo stesso (<em>Vita Procli</em>, 30: cfr. PROCLUS,<em> Théologie platonicienne</em>, livre I, par H.D. Saffrey et L.G. Westerink, Paris, Les Belles Lettres, 1968, pp. XXII – XXIII), per aver custodito in casa sua la dea Atena, avrebbe poi rischiato di fare la stessa fine di Ipazia. Così erano diventate molte sette cristiane una volta finite le prime comunità apostoliche, cioè della DIDACHE’. Alcuni interventi all’epoca del Concilio VATICANO II sembrarono indicare di dover tornare a queste primissime comunità.</p>
<p>Fino a Dante, e perciò anche nelle antiche scuole neoplatoniche di Atene e di Alessandria, non esistevano comunque semplici lezioni astronomiche senza riferimenti all’astrologia tolemaica e, conseguentemente, senza l’identificazione, quanto meno, dei quattro umori, UMIDO, CALDO - fecondi e attivi e perciò nobili e montanti- , e SECCO e FREDDO - distruttivi e passivi e perciò volgari e volgenti - (<em>Tetrabiblos</em>, I, V, 1-2; I, VIII, 1-2). Anche Dante incentra, sia il viaggio della <em>Commedia</em>, che gli altri episodi simbolici della <em>Vita Nuova</em> e del <em>Convivio</em> sui quattro umori esercitati dagli astri durante il loro moto (rivoluzioni sinodiche, o aspetti dei pianeti in rapporto col Sole) e peculiarmente sugli umori umido e caldo in quanto, appunto, nobili e montanti (<em>Convivio</em>, IV, XXIII). Vedere il Link: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA">http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA</a>). Che gli storici e i letterati non ne parlino, e non vogliano prendere atto, non significa affatto che la realtà non fosse allora immaginata tutta sussumibile sotto questi quattro umori.</p>
<p>Il problema della teorizzazione del movimento ELLITTICO dei pianeti messo in evidenza da Ipazia, a migliore giustificazione delle loro apparenze in cielo, è importante, ricorda la passione per la ricerca dei neoplatonici, ma la loro passione per la ricerca stessa andava ben oltre questo semplice aspetto astronomico-gravitazionale a noi tanto caro. Essi erano ancor più impegnati nel problema della spiritualizzazione dell’anima: problema i cui tentativi di risoluzione venivano ugualmente sottoposti ad osservazione scientifica, empirica, sia pure sotto il profilo della soggettività, o di una scienza dell’anima in generale.<br />
I pianeti ontologicamente influenti erano inoltre i primi cinque in base a CLAUDIO TOLOMEO, ma anche a Dante, e andavano gerarchicamente dalla Luna a Marte (Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte). La Luna si immaginava assai vicino alla Terra e alla sua fertilità e il l’angelo signore di questo primo cielo, o pianeta, non per caso è GABRIELE. Le gerarchie angeliche della cultura cristiana sono ovviamente parto della mentalità di rimonta verso l’Uno, verso il Bene, del mondo neoplatonico.<br />
Riassuntivamente sulla Terra esisterebbe, per la Tradizione esoterica, un problema riguardante SATANA: cioè la non volontà di resurrezione quale conseguenza indiretta degli influssi esercitati dalla Luna.<br />
Al contrario Marte, essendo assai più vicino al più alto dei cieli, è lontanissimo dalla Terra, darebbe luogo al problema riguardante LUCIFERO: cioè la non volontà di incarnazione.<br />
Il cielo della Luna presiede alla GRAMMATICA che permette all’essere umano di iniziare ad incarnarsi nella cultura. Il cielo di Marte presiede invece alla MUSICA che permette all’essere umano di affrontare la morte con convinzione: Marte-Musica-Martirio-Morte. Nella sua piena completezza Marte inclina al versamento del sangue per la verità, mentre la Luna inclina al poter fare incarnare Colui che sarà all’altezza di questo compito, di questa verità-realtà ontologico-vissuta (<em>Convivio</em>, II, XIII, 8; <em>Commedia</em>, Par., XIV, 103-108).<br />
Per arrivare a tanto bisognerà però che prima l’anima discenda dal cielo di Marte per incarnarsi sulla Terra, vinca la luciferina e simbolica non volontà di incarnazione: ed è qui che può essere aiutato dagli influssi della Luna andando però incontro alla satanica non volontà di resurrezione.<br />
LUCIFERO e SATANA appaiono dunque come due campi di forza opposti scientificamente utili alla maturazione dell’uomo completo qualora riescano a crocifiggersi l’uno sull’altro.<br />
Quando allora il nostro allievo dedica ad Ipazia, nell’agorà, la sua musica è simigliante al cielo di Marte e sottostà perciò al problema della non volontà di incarnazione, ovviamente. Ipazia l’ha capito, e se l’ha capito cosa vorrà ancora insegnargli?<br />
Quando dunque Ipazia contraccambia didatticamente l’omaggio regalandogli il suo fazzoletto macchiato del suo mestruo, intanto il simbolo è ovviamente quello del cielo della Luna, mentre il consiglio sarà quello di doversi anche lui meglio incarnare. Attraverso la Luna ci si incarna, ma il problema è poi quello di resuscitare. Dunque Ipazia, seguendo i significati astrologici, col suo regalo legato alla Luna, consiglia all’allievo di incarnarsi oltre che di continuare a dedicarsi alla musica. E siamo qui all’inizio e alla fine del tragitto ontologico dell’essere umano.<br />
Anche Gesù Cristo si incarnò attraverso gli Uffici del signore del cielo della Luna: l’ANGELO Gabriele, che sarebbe perciò un grave errore chiamare ARCANGELO, come invece si legge anche in alcuni testi promossi dalla Conferenza Episcopale Italiana.<br />
I due campi di forza della NON VOLONTA’ (non volontà di incarnazione per chi si trova in cielo, e a più forte ragione in quello della musica; e non volontà di resurrezione per chi si trova sulla Terra in conseguenza degli influssi della Luna), per tentazione reciproca danno luogo, ontologicamente, alla Croce di Cristo che, se intesa come simbolo di scienza, diventa e simboleggia la contemporanea volontà di incarnazione e di resurrezione. Questa è la Croce di Cristo. Cristo, ovvero l’UOMO che va incontro alla deità, deve diventare infatti potente di incarnazione e di resurrezione: da qui la CROCE DI CRISTO come simbolo, ormai trascurato, di una scienza della soggettività in generale e dell’evoluzione della persona. Questa traiettoria esistenziale risulta anche dagli insegnamenti, ancorati alla Tradizione, del Filosofo e romanziere francese RAYMOND ABELLIO (cfr. R. ABELLIO, <em>LA STRUCTURE ABSOLUE, Essai de phénoménologie génétique</em>, coll. Bibliothèque des Idées, Gallimard, Paris, 1965, pp. 23, 244, 333-353, 358, 440, 450-462, 469-475, 519. A pagina 349 egli così scrive, p.e., : “Il cielo è il germe di una terra ideale, ma esso, in quanto luciferino, dovrà incarnarsi sulla Terra. Il campo simbolico di forza luciferino che sta in cielo e quello satanico che viviamo qui sulla terra rendendola un Inferno, non si conoscono però come tali e, da qui, l’impotenza a crocifiggersi l’uno sull’altro, p.349). Il contraccambio del regalo, MUSICA CONTRO MESTRUO, da parte di IPAZIA punterebbe dunque, considerandolo sotto questo profilo esoterico-scientifico, alla realizzazione futura di una terra ideale: la pagana NOVELLA TROIA promessa da Giove a sua figlia Venere mattutina e perciò UMIDA E CALDA (VIRGILIO, <em>Eneide</em>, libro primo, 254-260; Annibal Caro, 416-421) e, ugualmente, la cristiana NUOVA GERUSALEMME TERRESTRE.<br />
Ipazia, sotto il profilo scientifico-spirituale, cioè della ricerca della verità è, paradossalmente, già più cristiana dei cristiani e del suo allievo, e dunque non per caso è lei a versare il sangue per la verità, ad essere martire: Marte-Musica-Martirio-Morte.<br />
E’ interessante ricordare come Dante MALEDICA nel Convivio quei cristiani che non vedono nella paganità classica la spinta necessaria per diventare autentici cristiani. Egli sta dunque dalla parte di Ipazia mentre così scrive: “Maledetti siate voi (cristiani traviati), e la vostra presunzione, e chi a voi crede” (<em>Convivio</em>, IV, V, 9).</p>
<p>Non si può studiare il medioevo e la classicità, come anche gli egizi e i caldei, solo riempiendosi la mente di avvenimenti, di episodi storici e di cronaca e di date poiché tale indirizzo è parziale, intimamente deludente, e infine finisce per impoverire lo studente e la cultura. Per studiare con autentico profitto culturale bisognerà invece cercare prima di tutto di impadronirsi delle scienze dell’epoca di cui intendiamo riferire poiché è di esse stesse che ha vissuto l’umanità di cui vogliamo riferire. Il compito è difficile e rischioso ma possibile, comunque ineludibile. Scriveva Eugenio Garin che l’università delle Scienze Umane, sotto questo profilo, fa pena. Io ho condiviso il suo sentimento e ho cercato di porre alcuni qualificanti rimedi con lunghi e faticosissimi studi. Il risultato didattico è però rimasto inascoltato. Perché?<br />
<br />
<em>(© Giovangualberto Ceri, giugno 2010)</em></p>
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