Notizie dalla Terra Santa
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Anno III, n. 28, del 22 /3/ 2008
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Buona S. Pasqua ai vivi… pregando per chi non è più tra noi
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Desideriamo soprattutto, in prossimità di questa Santa Pasqua 2008, inviare i più sinceri e sentiti auguri di serenità e bene a tutti voi, ed in particolare ai nostri amici, corrispondenti, collaboratori, giornalisti, autori, che in un modo o in un altro ci sono stati vicini e hanno partecipato attivamente alla vita di questa newsletter e relativo sito web.
Torneremo attivi, con editoriali già in preparazione e notizie, subito dopo la S. Pasqua.
Smentiamo però subito, alla vigilia della Pasqua, chi ci ha accusato recentemente di dare meno peso ad alcune vittime del conflitto israelo-palestinese, piuttosto che ad altre, a causa di un ipotetico “sionismo mal inteso” da parte nostra.
Replichiamo a queste accuse dichiarando di avere invece una chiara visione del “sionismo”, che ben lungi dall’essere quella sentimentale ideologia patriottica che ci si vorrebbe far credere, è invece una perfida giustificazione coloniale, e che del “focolare ebraico” abbiamo ben visto nella realtà i frutti: omicidi di massa, sopraffazione, tortura, ladrocinio, menzogna.
Certamente non si vuol dare più importanza alla vita di una creatura piuttosto che di un’altra, ma quando contempliamo l’assassinio di centinaia di civili, tra cui decine e decine di bambini, da parte palestinese, e una decina da parte israelita, non possiamo non notare che ci sia un evidente squilibrio.
Se a queste oltre trecento vittime autoctone arabe, solo negli ultimi due mesi, falciate insieme alle loro case e villaggi, aggiungiamo i 115 malati (al 21/3/2008: fonti mediche del Palestinian- Information-Centre) lasciati cinicamente morire nello stesso tempo per omissione di soccorso, per non avere autorizzato il loro trasferimento in strutture attrezzate e fornite di medicinali (che a Gaza mancano per via dell’assedio e dell’embargo…), il quadro della situazione si fa evidentemente e sproporzionatamente a svantaggio della popolazione araba di Palestina. 500 morti palestinesi per una decina di israeliti.
Non è una sproporzione di poco conto.
Chi nega, o fa finta di non vedere tutto ciò, cercando di livellare e porre sullo stesso piano
assediante e assediato, non fa un bel servizio alla verità. Tanto meno onorevole è tale atteggiamento se sono dei religiosi ad averlo.
E cercare di screditare quelle poche voci fuori dal coro, come la nostra e quella delle amiche e amici a cui diamo spazio, che con difficoltà pongono tali crimini (commessi silenziosamente quotidianamente) all’attenzione della gente (drogata dall’informazione viziata di regime) è cosa molto grave e che fa sospettare intenzioni peggiori.
Se così non è, allora si abbia il coraggio di chiamare le cose con il loro nome: altrimenti è mala fede.
Ma di tali atteggiamenti, in parte ambigui, sia da parte di un certo giornalismo, che anche da parte di certa gerarchia ecclesiastica, parleremo sicuramente e meglio nelle prossime settimane.
Come parleremo anche di quella farsa delle elezioni prossime a venire, dove a farci decidere per chi spendere fiducia sarà l’atteggiamento mantenuto dai politici e dai loro raggruppamenti nei confronti del così detto “conflitto israelo-palestinese”.
Non il colore, ma il coraggio, sarà la discriminante. Il coraggio della carità, ma nella verità.
Per ora, buona Santa Pasqua a tutti…
“In Cristo Gesù non ha valore nè l’essere stato ebreo nè pagano, ma soltanto la fede operante per la carità…perchè in Cristo Gesù non val nulla nè l’essere ebreo nè gentile, ma ciò che conta è la nuova creatura” (S. Paolo, Lettera ai Galati)
“…Oggi sarai con me in Paradiso…”
Gaza febbraio 2008
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La Redazione di
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