Archive for Marzo, 2008

«Terrorismo israeliano contro la Striscia di Gaza…»

Terrorismo israeliano contro la Striscia di Gaza: nel 2007 uccisi 277 cittadini, tra cui 31 bambini. Distrutte infrastrutture e abitazioni.

25-03-2008 Gaza

Gaza - Infopal

Il rapporto del Centro palestinese per la Difesa dei diritti umani di Gaza ha reso noto che durante il 2007 l’esercito israeliano ha ucciso 277 cittadini palestinesi nella sola Striscia di Gaza. Di questi, 31 erano bambini. Inoltre, 22 malati sono morti a causa dell’assedio e della mancanza di cure mediche.
Il rapporto ha sottolineato che le aggressioni israeliane contro la popolazione di Gaza violano tutte le leggi e le convenzioni internazionali, in particolare la IV Convenzione di Ginevra.
Le invasioni documentate denunciate dal rapporto sono 123, 588 i sequestri di cittadini palestinesi - 86 sono ancora detenuti.
Il Centro che ha definito l’assedio “una punizione collettiva” che mira alla completa distruzione dell’economia e della società palestinese.
Il rapporto ha ribadito che le leggi internazionali proibiscono le punizioni collettive, le uccisioni di civili, in particolare l’articolo 33 della Convenzione di Ginevra.

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(http://www.infopal.it/testidet.php?id=8020)

Gianluca Freda: «Mai più colpevoli»

Sapete quella vecchia storia dell’andare al di là della destra e della sinistra, superare le dicotomie, saltare gli steccati eccetera? Sembra incredibile, ma c’è chi ci riesce. No, dico, oltre ai soliti quattro gatti che miagolano alla luna felici del loro esserci (e mi ci metto anch’io) succede che prima o poi e quando meno te l’aspetti salta fuori qualcuno che lo fa sul serio e del quale non hai praticamente mai sentito parlare prima — mancanza gravissima. Faccio ammenda linkando questo scritto esemplare.

Il video dello scandalo, ovvero il “paradosso antifascista”

Il 18 marzo ho segnalato un video e un breve commento apparsi sul sito del Coordinamento Progetto Eurasia.
Com’era prevedibile, l’iniziativa ha suscitato — oltre all’interesse di alcuni — l’entusiasmo dei nostalgici, lo sdegno degli antifascisti in s.p.e. e uno sconcerto generale.
Per rispondere a tutti, ora il CPE dedica spazio a un intervento esplicativo corposo e articolato, ma soprattutto assai illuminante, che merita di essere non solo letto d’un fiato e fino in fondo, ma ponderato — nel senso etimologicamente più schietto di “valutarne il peso”.

Il recente inserimento di un video sul nostro sito internet ha destato vivaci reazioni, sia in senso positivo che negativo, che tuttavia non destano in noi alcuna sorpresa. Ci riferiamo al video relativo ad un passaggio dell’ultimo discorso del dittatore del regime fascista italiano Benito Mussolini tenutosi al teatro “Lirico” di Milano il 16 dicembre 1944. Vale la pena dedicare a tale questione qualcosa di più che uno stringato commento, anzi la consideriamo talmente importante da meritare un articolo di rettifica e d’approfondimento su questo stesso sito. Lasciamo da parte le reazioni “positive” destate in quei marginali ambienti cosiddetti neo/postfascisti, ma anche in quei pochi che, non considerandosi fascisti, hanno capito il vero intento sotteso alla divulgazione di quel video come spiegato nel sintetico commento ad esso allegato. Ci dedicheremo invece alle reazioni “negative” generate in quegli ambienti cosiddetti “antifascisti” o da essi in un certo qual modo condizionati (non necessariamente comunisti, quindi), cercando di spiegare in maniera più estesa quello che nel breve - per motivi tecnici di spazio - commento allegato al video è stato solo accennato. (continua qui)

Una voce cattolica da Gaza

Notizie dalla Terra Santa
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Anno III, n. 28, del 22 /3/ 2008

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Buona S. Pasqua ai vivi… pregando per chi non è più tra noi

[…]

Desideriamo soprattutto, in prossimità di questa Santa Pasqua 2008, inviare i più sinceri e sentiti auguri di serenità e bene a tutti voi, ed in particolare ai nostri amici, corrispondenti, collaboratori, giornalisti, autori, che in un modo o in un altro ci sono stati vicini e hanno partecipato attivamente alla vita di questa newsletter e relativo sito web.

Torneremo attivi, con editoriali già in preparazione e notizie, subito dopo la S. Pasqua.

Smentiamo però subito, alla vigilia della Pasqua, chi ci ha accusato recentemente di dare meno peso ad alcune vittime del conflitto israelo-palestinese, piuttosto che ad altre, a causa di un ipotetico “sionismo mal inteso” da parte nostra.
Replichiamo a queste accuse dichiarando di avere invece una chiara visione del “sionismo”, che ben lungi dall’essere quella sentimentale ideologia patriottica che ci si vorrebbe far credere, è invece una perfida giustificazione coloniale, e che del “focolare ebraico” abbiamo ben visto nella realtà i frutti: omicidi di massa, sopraffazione, tortura, ladrocinio, menzogna.

Certamente non si vuol dare più importanza alla vita di una creatura piuttosto che di un’altra, ma quando contempliamo l’assassinio di centinaia di civili, tra cui decine e decine di bambini, da parte palestinese, e una decina da parte israelita, non possiamo non notare che ci sia un evidente squilibrio.
Se a queste oltre trecento vittime autoctone arabe, solo negli ultimi due mesi, falciate insieme alle loro case e villaggi, aggiungiamo i 115 malati (al 21/3/2008: fonti mediche del Palestinian- Information-Centre) lasciati cinicamente morire nello stesso tempo per omissione di soccorso, per non avere autorizzato il loro trasferimento in strutture attrezzate e fornite di medicinali (che a Gaza mancano per via dell’assedio e dell’embargo…), il quadro della situazione si fa evidentemente e sproporzionatamente a svantaggio della popolazione araba di Palestina. 500 morti palestinesi per una decina di israeliti.
Non è una sproporzione di poco conto.

Chi nega, o fa finta di non vedere tutto ciò, cercando di livellare e porre sullo stesso piano
assediante e assediato, non fa un bel servizio alla verità. Tanto meno onorevole è tale atteggiamento se sono dei religiosi ad averlo.
E cercare di screditare quelle poche voci fuori dal coro, come la nostra e quella delle amiche e amici a cui diamo spazio, che con difficoltà pongono tali crimini (commessi silenziosamente quotidianamente) all’attenzione della gente (drogata dall’informazione viziata di regime) è cosa molto grave e che fa sospettare intenzioni peggiori.
Se così non è, allora si abbia il coraggio di chiamare le cose con il loro nome: altrimenti è mala fede.

Ma di tali atteggiamenti, in parte ambigui, sia da parte di un certo giornalismo, che anche da parte di certa gerarchia ecclesiastica, parleremo sicuramente e meglio nelle prossime settimane.

Come parleremo anche di quella farsa delle elezioni prossime a venire, dove a farci decidere per chi spendere fiducia sarà l’atteggiamento mantenuto dai politici e dai loro raggruppamenti nei confronti del così detto “conflitto israelo-palestinese”.
Non il colore, ma il coraggio, sarà la discriminante. Il coraggio della carità, ma nella verità.

Per ora, buona Santa Pasqua a tutti…

“In Cristo Gesù non ha valore nè l’essere stato ebreo nè pagano, ma soltanto la fede operante per la carità…perchè in Cristo Gesù non val nulla nè l’essere ebreo nè gentile, ma ciò che conta è la nuova creatura” (S. Paolo, Lettera ai Galati)

“…Oggi sarai con me in Paradiso…”

Gaza febbraio 2008

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La Redazione di
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Palestina occupata: l’orrore quotidiano che nessuno vuole vedere

Non potete immaginare quanto sono felice di stare in uno Stato paternalista: che si preoccupa di noi come faccio io con mio figlio, quando sorveglio quello che guarda in tv. E lo Stato fa proprio così, sapete? Vigila sul nostro benessere impedendoci di farci sangue cattivo con certe brutte cose che accadono nel mondo, e che per fortuna non appaiono mai sui nostri teleschermi né sulle pagine dei nostri giornali.
Prendete qui, per esempio: ma vi pare possibile che potremmo dormire sonni tranquilli o trepidare sereni per il Grande Fratello se sapessimo che ci sono posti nel mondo in cui succedono queste brutture? Per assaporare un po’ di adrenalina ci bastano i succosi reportages da Erba, da Garlasco o da Perugia, e neanche lo scannamento di qualche migliaio di capretti per la Santa Pasqua d’amore e risurrezione ci strappa più qualche brivido.
Fortuna che lo Stato, il nostro Stato libero e sovrano, ci risparmia queste angosce; e veglia su di noi perché possiamo sopravvivere tranquilli mentre poco oltre la punta del nostro naso delicato si compie un genocidio turpe e turpemente ignorato dalle illuminate democrazie occidentali, e anzi col loro beneplacito — l’ultima a darlo, in ordine di tempo, è stata Angela Merkel.
Mi sento sollevata: voi no?

«Ucciso mentre stava lavorando la sua terra…»

Gaza - Infopal

Fonti ospedaliere palestinesi, questa mattina, hanno annunciato il decesso di un anziano, Hussein Abu Abed, 65 anni, ucciso dalle pallottole dei militari israeliani appostati a Kissofim, nel nord di Khan Yunes, a sud della Striscia di Gaza.

Le fonti hanno riferito che il cittadino è stato crivellato di colpi mentre stava lavorando la sua terra, vicino alla postazione militare al-Sareej, nel nord est di Khan Yunes.

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(http://www.infopal.it/testidet.php?id=7985)

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