Io
In un’estate brava di tanti ma tanti anni fa, la mia colonna sonora fu Voglio una vita spericolata.
Spericolata non lo so, ma ad averla piena di guai ci sono riuscita, in vari modi e a vario titolo. Eppure a quella canzone c’avrei messo la firma — anzi, la firma continuo a metterla sotto a un sacco di cose che talvolta portano guai (in vari modi e a vario titolo…). Ma non so che farci.
Mi è successo anche di recente, con una firmetta messa qui e chi lo sa come andrà a finire.
Del resto non è mica la prima volta: se vi ricordate cos’è successo il 13 dicembre
Adesso chiedetemi perché mi faccio un sito tutto mio. La risposta è paradossale: perché, se non mi piace parlare di me, mi piace ancora meno che lo facciano gli altri, e per di più a sproposito. Per facilitare le cose, qui sotto metto un elenco in ordine sparso di quello che mi piace e di quello che non mi piace, così fate prima:
MI PIACE
- andare a vedere come stanno le cose, e mettere fra parentesi i pregiudizi e i sentito dire
- parlare di quello che so: su quello che non so, taccio
- ascoltare gli altri (se hanno qualcosa da dire)
- Nietzsche
- il cioccolato fondente
- tutto quanto fa natura (gatti, cani e animali in genere, rettili e insetti compresi; alberi, fiori, funghi, mare, rocce eccetera)
- Mozart
- Gaetano Bresci
- l’antica Grecia
- Steve McQueen
… e altre migliaia di cose
NON MI PIACE
- che qualcuno mi dica cosa devo pensare e come devo agire
- etichettare ed essere etichettata
- accontentarmi delle spiegazioni preconfezionate
- la carne
- Silvio Garattini
- l’imperialismo americano
- Schubert
- Garibaldi
- lo Stato pontificio
- Michael Jackson
… e altre migliaia di cose + 1.
Alcune cose di me le sanno tutti, ormai: anche che ho scritto un saggio su Ipazia (oh, cielo!). Verissimo.
Altre cose sono altrettanto vere, ma le sanno in pochi: che ho frequentato l’Università Cattolica di Milano (dove mi sono laureata con una tesi in filosofia medioevale dal terribile titolo Il problema dello Stato nel “Commento” di Giovanni Buridano alla “Politica” di Aristotele — e sono sopravvissuta); che ho preso la tessera di giornalista pubblicista nel 1980; che sono stata vegetariana convinta per 5 anni e animalista per molto più tempo; che ho tradotto il “Manifesto contro la società tecnologica” di Unabomber e ritradotto i “Miserabili” di Victor Hugo; che ho lavorato in un mensile di astrologia; che sono stata a cena con Francesco Guccini. Più, ovviamente, le solite migliaia di cose che, com’è giusto, non importano a nessuno.
È chiaro che alla gente interessa di più il lato oscuro delle persone, così posso capire che sia più intrigante immaginarmi come Ilse-la-belva-delle-SS piuttosto che come una mamma che va a prendere il bambino a scuola. Invece è molto più faticoso e meno divertente cercare di capirle, le persone: chiedersi, per esempio, perché una persona che “nasce” quasi anarchica si sposta rapidamente a destra per ritrovarsi poi isolata e finire a dialogare con singoli individui provenienti dalle più disparate esperienze politiche; o com’è che nel giro di pochi mesi (in quel 2003 che mi sembra adesso così lontano) una quasi-perfetta-sconosciuta finisce per diventare l’incubo del mondo libero peggio di Al Qaeda — potenza della propaganda. (Ma tranquillizzatevi. Al momento, pare, sono soltanto pericolosetta).
È vero che sono molto diversa da com’ero vent’anni fa — e meno male. Si cresce, si matura, si diventa più critici e dunque si cambia. È un processo naturale, ma oggi che viviamo nell’era dell’artificio e della manipolazione questo processo tende a scomparire. La gente resta com’è, fissata in un’eterna adolescenza acritica che rifiuta ogni responsabilità e delega in continuazione, sempre, per qualunque cosa e non importa a chi. Questo è l’aspetto che mi piace di meno nella società di oggi: perché se si toglie all’individuo la capacità di pensare con la propria testa lo si distrugge, e distruggere l’individuo significa distruggere la libertà.
Io questo non lo vorrei proprio. Così è inevitabile che stia con i nativi americani contro gli yankee, e con i palestinesi contro gli israeliani, e col subcomandante Marcos contro gli Usa, e con Cuba contro il resto del mondo… E vorrei che l’Africa tornasse agli africani, e che si eliminassero le multinazionali, e che i bambini non dovessero più lavorare, e che ci si dimenticasse degli OGM, e che si rispettassero gli Xavante e gli Yanomami lasciandoli vivere nella loro foresta amazzonica non più devastata… e le solite altre migliaia di cose che oggi costituiscono una serie spaventosa di priorità di fronte alle quali il tenore di vita di un 15% del genere umano perde ogni consistenza e diviene sacrificabile.
Io tutte queste cose le vorrei davvero. Me le sogno, perfino. E voi?
Adesso cliccate pure, se vi va. Ma state attenti.
Liberi di copiare quello che volete,
ma citate sempre la fonte:
Sito personale di Alessandra Colla
http://www.alessandracolla.net/

ashoka agostino fontana on 15 Dic 2009 at 22:23 #
…mi viene da citare una frase degli antichi latini: ” non è la forza della goccia che scava la roccia, ma continuando a cadere. Mi piacciono davvero le tue considerazioni… Un abbraccio a presto!…
amerigo on 12 Gen 2010 at 17:57 #
cara Alessandra ho scoperto il tuo sito grazie alla ” Voce del Ribelle” e volevo farti i complimenti per il tuo articolo su Craxi e Sigonella anche se non sono mai stato socialista.
A parte la carne e lo Stato Pontificio , sono d’accordo con te sulle cose che più dispiacciono;
Ciao
Alessandra on 13 Gen 2010 at 08:46 #
per AMERIGO
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Caro Amerigo,
ti ringrazio per l’apprezzamento.
La carne e lo Stato pontificio in fondo sono, come diceva il Principe, quisquilie e pinzillacchere: quello che conta è trovare ciò che unisce, non ciò che divide.
A presto, mi auguro
A.
Laura on 31 Gen 2010 at 19:00 #
Salve Alessandra, sto cercando disperatamente il testo di Agostino da cui hai tratto questa citazione apparsa sulla tua intervista su “politicamentecorretto.com”
Mi puoi aiutare? Fino ad ora non ho trovato nulla del genere detto da S. Agostino
“Agostino d’Ippona, Padre della Chiesa e contemporaneo di Ipazia, decreta che «mulier non est facta ad imaginem Dei», la donna [diversamente dall’uomo] non è fatta ad immagine di Dio (concetto che verrà ripreso ufficialmente dal diritto canonico); “
Alessandra on 01 Feb 2010 at 10:44 #
per LAURA
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Cara Laura,
la frase cui ti riferisci è citata nel “Corpus iuris canonici”, al c. XIII, che riporta quanto Agostino scrive nelle “Quaestiones Veteris et Novi Testamenti”, al c. 106:
«Hec imago Dei est in homine, ut unus factus sit, ex quo ceteri oriantur, habens inperium Dei, quasi vicarius eius, qui unius Dei habet imaginem, ideoque mulier non est facta ad Dei imaginem. Sic etenim dicit: “Et fecit Deus hominem; ad imaginem Dei fecit illum”. Hinc etiam Apostolus: “Vir quidem”, ait, “non debet velare caput, quia imago et gloria Dei est; mulier ideo velat, quia non est gloria aut imago Dei”».
Le “Quaestiones” sono tradizionalmente attribuite ad Agostino, ma più verosimilmente sono una produzione dell’Ambrosiaster — qui entriamo nella trattazione delle fonti, che per un profano può risultare sensibilmente noiosa: così in sede d’intervista ho preferito tagliar corto e mantenere l’attribuzione ad Agostino. In ogni caso, questa dell’inferiorità ontologica e per così dire valoriale della donna rispecchia lo spirito del tempo: e sia nel “De civitate Dei” sia nelle “Confessiones” emerge chiaramente l’idea che Agostino aveva della donna.
Spero di esserti stata d’aiuto: se ti serve altro, contattami pure in privato —> info@alessandracolla.net
Buona giornata
a.c.
Laura on 01 Feb 2010 at 21:15 #
Grazie Alessandra. Sei stata di grande aiuto.
Saluti
Laura
Alessandra on 02 Feb 2010 at 11:31 #
per LAURA
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Ne sono lieta. Un saluto anche a te
a.c.
Patrizia Colla on 20 Mar 2010 at 17:40 #
Ciao Alessandra
sono arrivata al tuo sito inmodo originale perchè cercavo un pò di antenati…cmq complmenti!
Ciao
Alessandra on 20 Mar 2010 at 19:18 #
per PATRIZIA
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Benvenuta, che piacere!
Ti scrivo in privato, perché ho le tue stesse curiosità ;-)
Grazie e ciao
A.
Antonella on 06 Mag 2010 at 11:29 #
Ciao Alessandra…volevo sapere e conoscere il tuo scitto su Ipazìa ma, cliccandoci sopra, non si vede…
Antonella on 06 Mag 2010 at 12:52 #
…trovato…….grazie!
Alessandra on 06 Mag 2010 at 18:04 #
per ANTONELLA
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Ciao, Antonella.
Riaccendo il pc adesso con l’intenzione di darti una mano, ma vedo che hai già risolto ;-)
Grazie di essere passata di qui. Ciao
a.
Rogerus on 14 Mag 2010 at 08:40 #
Ciao. Sei intelligente. grazie
Franco on 09 Giu 2010 at 09:33 #
Cara Alessandra, ho letto attentamente ciò che
ami e ciò non ami, e credo che l’unica cosa che
ci divide sia il tuo atteggiamento a mio parere
troppo manicheo rispetto al problema israelo-
palestinese…
Mi piacerebbe discuterne con una donna del tuo
spessore umano e culturale…
Se puoi rispondermi, nè sarei felice
Un caro saluto
Franco
Alessandra on 10 Giu 2010 at 09:32 #
per FRANCO
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Scusa il ritardo, Franco, ma sono giorni un po’ convulsi.
Possiamo parlarne quando vuoi, via mail (info@alessandracolla.net) o su facebook (http://www.facebook.com/Alessandra.Colla).
Grazie del tuo commento, e un caro saluto anche a te
A.
Ezio Sangalli on 08 Ago 2010 at 11:14 #
Cara Alessandra,
mi arrischio a darti del tu perchè ti sento molto vicina. Cercavo il tuo recapito perchè volevo ringraziarti del tuo perfetto e incisivo scritto su Destra e Sinistra, che ho letto nel giro di Merimar. Uno prezioso contributo a fare chiarezza di cui c’è sempre bisogno.
Poi sono capitato nel tuo sito e incuriosito ho letto “Io”.
La cosa che mi inorgoglisce di più per la mia appartenenza al nostro clan dall’età di 14 anni (ora ne ho 56), è il constatare come sia “bella” la nostra gente, quante persone intelligenti vi si trovino, e quanto le loro intenzioni e i loro sogni siano puliti e altruisti. Anche quando eravamo sotto l’influenza nefasta del MSI, noi giovani sognavamo un mondo meraviglioso, fatto di eroismo e di cavalleria e per un nostro camerata avremmo dato tutto.
Ora che molti di noi hanno acquistato la libertà di pensiero, si leggono nelle parole tue e di altri, le stesse tesi e ideali che si celavano nel cuore dei sansepolcristi, o dei Wanderwogel, o in Militia di Degrelle, o nei tanti altri diversissimi ma uguali camerati di ogni esperienza ed estrazione.
Ecco perchè ti ho disturbata con questa breve riflessione; ce l’avevo in canna da tempo e le tue parole hanno tirato il grilletto.
Grazie dunque per ciò che insegni senza volerlo insegnare, e permetti a me, operaio metalmeccanico di cultura mediocre, di essere fiero di una donna come te. Un carissimo saluto, Ezio.
Alessandro on 03 Set 2010 at 14:15 #
Forte!!
ti ho trovata per caso. Ti ho letto con intersse e piacere.
[Questa rete non è poi solo ostile e fasulla…]
Alessandra on 03 Set 2010 at 14:31 #
per ALESSANDRO
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Sì, è il bello della rete ;-)
Grazie e a presto
A.