apr
23
2012
La corrida piace ai filosofi? Una mia riflessione su Asinus Novus.
Baciata dalla più-che-divina serendipità, mi sono imbattuta in uno scritto di Francis Wolff — filosofo (tutti maîtres-à-penser, eh?) e docente all’Ecole normale supérieure —, Philosophie de la corrida (Fayard, Paris 2007). All’epoca mi dev’essere sfuggito, e non ricordo di averne sentito parlare. Mi pare che non sia stato tradotto in italiano, e per quanto mi riguarda la cosa non mi disturba minimamente; ma vedo dalla rete che il saggio di Wolff ha innescato in Francia una polemica sostanziosa. [continua qui]
Commenti disabilitati | posted in Asinus Novus, Corrida? No grazie, Ipotesi Gaia, Senzienti non-umani
set
23
2011
A quanto pare e se nient’altro succede (perdonatemi la persistenza del dubbio, ma ho imparato da tempo che la certezza non è di questo mondo — morte esclusa), domenica 25 settembre si terrà l’ultima corrida a Barcellona.
Era ora. Ho detto e scritto talmente tanto sull’argomento che proprio non voglio aggiungere qui nient’altro. Però ne approfitto per riproporre una miserabile lettera sulla corrida — piena di tutte le banalità sull’argomento che qualificano irrimediabilmente chi le sostiene — scritta all’etologo Danilo Mainardi, e la bruciante risposta di quest’ultimo. Lo scambio di opinioni è avvenuto tra agosto e settembre su “Sette”, il supplemento del “Corriere della sera”. Grazie, Mainardi, anche a nome dei tori.
UOMINI E TORI
Stimo e apprezzo Danilo Mainardi quando scrive di etologia con passione e competenza. Faccio più fatica a seguirlo quando veste i panni dell’animalista. In “Animalia”del 25/8 definisce sadiche le milioni di persone appassionate di corride, dimostrando scarsa competenza sul tema e nullo rispetto per chi non la pensa come lui. Vorrei sapere se il suo impegno a “non avere niente a che fare” si allarga a chi si ciba per Pasqua di agnelli e maialini da latte, a chi alleva galline e pesci a base di sostanze chimiche in lager senza spazio, a chi sfrutta gli animali per lavoro o sport. È vero, i tori iberici non hanno scelto di propria volontà il loro destino, ma lo fanno gli animali sunnominati? Ricordo che un quarto d’ora di lotta nell’arena conclude quattro anni di vita libera e selvaggia nei campi, trascorsi senza conoscere le sofferenze dei loro “colleghi” civilizzati. È da ipocriti pretendere un mondo costruito secondo il nostro esclusivo giudizio guardando da un’altra parte quando gli “orrori” ci arricchiscono o ci divertono.
Angelo Tirelli
Risponde Danilo Mainardi
Caro Tirelli, lei definisce “un quarto d’ora di lotta “, quasi fosse un innocente gioco sportivo, quella che per il toro è una lenta macellazione anticipata da programmate torture. Ciò per il divertimento di spettatori, siano essi sadici oppure no, esteti oppure no, ma a cui comunque niente importa dell’innocente animale. Non credo inoltre sia una valida argomentazione citare le crudeltà cui sono sottoposte altre specie animali perché di questo triste problema, e non a caso, s’occupano le stesse persone attente al benessere animale che mai frequenterebbero spettacoli di tauromachia.
Commenti disabilitati | posted in "Corriere della sera", "Sette", Corrida? No grazie, Danilo Mainardi, Etologia, Ipotesi Gaia, Senzienti non-umani