nov 22 2011

Tutti contro Monti: quando tacere è bello

No, non ho scritto ancora niente sulle dimissioni di Berlusconi e sull’avvento di Monti al governo.

E no, non è che non l’ho fatto perché ero impegnata: non l’ho fatto perché, sostanzialmente, la faccenda non mi stupisce.

Ammettiamolo: di che cosa bisognerebbe meravigliarsi? Semplicemente, le cose hanno seguito il loro corso naturale.

La caduta del Muro di Berlino, nel novembre del 1989, sembrava poter scatenare dinamiche realmente decisive per una ridefinizione degli schieramenti in campo: non se ne è fatto niente. Anzi. È dal 1989 che la “sinistra” non è più riuscita a combinare nulla, preferendo da un lato aprire a un liberismo sempre più travolgente ed esiziale e dall’altro appiattirsi su di un antifascismo isterico, ridicolo e ovviamente sterile — aiutata in questo dalla peggior “destra” di sempre, da un lato prona al potere e dall’altro incapace di andare oltre le secche di un nostalgismo che, già patetico nei reduci, nei giovani assume atroci sfumature patologiche.

Eppure, già nel 1995 Renzo De Felice ammoniva: «lasciar tempo al tempo non è possibile: lo spazio per una effettiva chiarificazione storica aperto dalle vicende internazionali e nazionali di questi ultimi anni si sta in Italia richiudendo» (Renzo De Felice, Rosso e Nero, Baldini&Castoldi 1995, p. 8). Gli avrà dato retta qualcuno? Macché.

Eppure… eppure c’erano, nella c.d. sinistra e nella c.d. destra, soggetti tanto lucidi da capire che finalmente era arrivato il momento giusto per spazzar via certi cascami ideologici  e dare vita a nuovi soggetti politici in grado di affrontare scenari inconsueti e affascinanti nella loro assoluta verginità.

Non gli è andata bene. I loro sforzi sono stati soffocati dalle ortodossie, dall’ignoranza, dalla miopia e dalla criminale acquiescenza nei confronti dell’unipolarismo a stelle e strisce. Ma non i loro sogni: dall’una e dall’altra parte, ognuno di loro ha continuato la sua strada sceverando giorno per giorno, con infinita pazienza, la sostanza dagli accidenti, fino all’11 settembre e ancora e ancora fino ad oggi (e ancora e ancora…).

Sono questi gli unici ad avere il diritto di esprimersi contro il governo Monti.

Tutti gli altri — quelli che hanno continuato a fare politica con obsolete categorie ottocentesche; quelli che non hanno mai capito che la guerra è una dimensione a parte e che non è ammissibile, in tempo di pace, esportare ed applicare dinamiche belliche; quelli che hanno trovato più comodo restarsene accucciati nelle loro tane ideologiche; quelli che non hanno voluto o saputo andare oltre gli steccati; quelli che hanno preferito lucrare sulle debolezze e le visceralità di sodali ed avversari strizzando l’occhio alle maggioranze di turno; quelli che invece di allevare nuove generazioni capaci di andare avanti le hanno illuse impastoiandole agli errori del passato — tutti costoro non hanno nessun diritto di lamentarsi, denunciare, protestare, contestare, manifestare, dimostrare eccetera eccetera. Perché il loro immobilismo, la loro codardia e la loro inettitudine hanno creato il vuoto politico: un vuoto in cui, poiché natura abhorret a vacuo, si è insinuata come olio dilagante e onnipervadente l’economia — unico metro del presente, come dimostrano i recenti fatti greci e italiani.

Abbiano ora il buon gusto, se non il buonsenso, di tacere.


nov 14 2011

Monti, le banche e l’Italia svenduta: a quelli che non se n’erano accorti

“Una mattina
mi son svegliato
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao

una mattina
mi son svegliato
ed ho trovato l’invasor”


Il Paese è nel panico, inutile nasconderselo.

L’incertezza non è più soltanto nel futuro, ma riguarda il presente, con un’urgenza che finora ci era stata risparmiata.

Da un giorno all’altro, sono arrivati.

Banchieri all'attacco

Adesso, però, basta scherzare.

Perché siate tutti allarmati? Di che vi scandalizzate? L’avete scoperto adesso che siamo nelle mani delle banche? Ve ne siete accorti adesso del primato dell’economia sulla politica? E perché vi disperate sulla perduta sovranità nazionale? Non l’avevate capito che l’abbiamo persa nel 1943?

O credevate che Berlusconi fosse Babbo Natale? La Fininvest secondo voi da dove salta fuori? Ed è una onlus, per caso? E ve lo siete scordato il ruolo della Banca Rasini nell’ascesa di Berlusconi?

Ah, certo, è adesso che sono arrivati i banchieri. È adesso che dobbiamo aver paura di Goldman&Sachs, del Bilderberg Group e della Trilateral Commission. Adesso. Non prima. Non venticinque anni fa, quando si è cominciato a parlarne in Italia. Non diciotto anni fa, quando nel momento stesso in cui Berlusconi si affacciò alla vita politica ci fu chi espresse i suoi dubbi e disse “attenzione, questo ci fotte tutti”. No, macché. È adesso che bisogna manifestare contro le banche, e indignarsi e protestare. Ma andiamo. Ridicoli.

Ben svegliati, coglioni.