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	<title>Caos scritto</title>
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	<description>lo spazio web di Alessandra Colla</description>
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		<title>M&#8217;insulti? #tisaluto</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 11:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Ecofemminismo]]></category>
		<category><![CDATA[Femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[Lorella Zanardo]]></category>
		<category><![CDATA[Marti Kheel]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi sembra sensata la proposta di Giorgia Vezzoli per (cominciare a) contrastare il malcostume dell&#8217;insulto sessista: chissà perché, quando si vuole insultare una donna si finisce sempre col prendere di mira l&#8217;ambito delle preferenze e delle pratiche sessuali, mentre l&#8217;uomo è genericamente &#8220;str&#8230;&#8221;, &#8220;c&#8230;&#8221; e simili. Esistono blandi corrispettivi maschili di &#8220;tr&#8230;&#8221;, &#8220;pu&#8230;&#8221; o &#8220;po&#8230;&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra sensata la proposta di <a href="http://networkedblogs.com/Lo9Be">Giorgia Vezzoli</a> per (cominciare a) contrastare il malcostume dell&#8217;insulto sessista: chissà perché, quando si vuole insultare una donna si finisce sempre col prendere di mira l&#8217;ambito delle preferenze e delle pratiche sessuali, mentre l&#8217;uomo è genericamente &#8220;str&#8230;&#8221;, &#8220;c&#8230;&#8221; e simili. Esistono blandi corrispettivi maschili di &#8220;tr&#8230;&#8221;, &#8220;pu&#8230;&#8221; o &#8220;po&#8230;&#8221;, ma vi si preferisce il classico &#8220;figlio di&#8230;&#8221; che, ancora una volta, riporta a un&#8217;entità femminile dal comportamento eticamente deplorevole.</p>
<p>Così, l&#8217;idea di girare sui tacchi e andarsene piantando lì l&#8217;insultante di turno non è affatto male: chi insulta sa (o presume) di ferire in qualche modo l&#8217;insultato, e trae piacere dal senso di avvilimento e vergogna che quest&#8217;ultimo prova (o dovrebbe provare). Andandosene, l&#8217;oggetto dell&#8217;insulto si riappropria dell&#8217;iniziativa e ridiventa soggetto, sottraendo all&#8217;insultante il vantaggio aggressivo — gli porta via il giocattolo, per così dire.</p>
<p>Tuttavia, credo che l&#8217;insulto sessista contro le donne non sia soltanto la parolaccia del cafone di turno: anche le donne, quando vogliono insultare una loro congenere, utilizzano gli stessi moduli espressivi della controparte maschile (e qui si potrebbe parlare a lungo del condizionamento culturale dominante). In realtà, esiste un altro modo di insultare le donne, più subdolo, strisciante, invasivo e così ben mimetizzato da passare inavvertito: <a href="http://www.alessandracolla.net/2013/03/27/franco-battiato-le-troie-e-le-donne/">ne ho già parlato qui</a>, ma lo ripeto: mai come in questi ultimi anni, <em>da donna</em>, mi sono sentita offesa dalle opportuniste che col loro comportamento hanno vanificato l’impegno delle innumerevoli <em>donne </em>che  hanno speso la vita e l’intelligenza a battersi per la (ri)conquista  della parità e della meritocrazia; mi sono sentita offesa dalle  arriviste che per fare carriera (non importa di che tipo, non importa in  che ambito) hanno ripetuto fino alla nausea — loro non so, mia di  sicuro — il trito copione della bellona senza cervello; mi sono sentita  offesa dalle parassite che hanno disinvoltamente usurpato un ruolo che  non era il loro, in grazia di una disponibilità che non eleva ma  avvilisce chi la offre tanto quanto chi la pretende; mi sono sentita  offesa dalle conniventi che non hanno denunciato o additato certi  comportamenti, ma li hanno coperti, agevolati e sfruttati per tornaconto  personale; mi sono sentita offesa dalle mantenute che non hanno mai  speso una sola parola sui tanti drammi  italiani, dal femminicidio alla  crisi che dilania le famiglie, preferendo spendere soldi guadagnati  sulla pelle degli altri per <a href="http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/06/22/news/ragazze_e_operai-37771204/">lagnarsene senza vergogna</a>.</p>
<p>E mai come in questi ultimi anni io, che non mi sono mai dichiarata &#8220;femminista&#8221; per motivi puramente ideologici (pur condividendo in larghissima parte quelle battaglie), ho avvertito e avverto l&#8217;urgenza di fare chiarezza su questi temi, poiché fatico a credere che le nuove generazioni stiano buttando al macero le conquiste faticose degli ultimi decenni. Anzi, <a href="http://www.alessandracolla.net/2013/03/07/ecofemminismo-cosi-e-se-vi-pare-e-un-ricordo-di-marti-kheel/">cogliendo certe suggestioni trascurate che arrivano d&#8217;oltralpe e d&#8217;oltreoceano</a>, credo che sia imperativo riprendere con più vigore quell&#8217;impegno — non foss&#8217;altro che per recuperare il terreno perduto negli ultimi vent&#8217;anni a causa dei <a href="http://www.ilcorpodelledonne.net/?page_id=89">noti motivi</a>. E allora, avanti.</p>
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		<title>Orizzontale e verticale secondo Santanché</title>
		<link>http://www.alessandracolla.net/2013/05/18/orizzontale-e-verticale-secondo-santanche/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 20:12:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[Garnero in Santanché]]></category>

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		<description><![CDATA[(dal quotidiano Rinascita) Giovedì sera, a Servizio Pubblico, si è parlato — ovviamente — di Berlusconi. Per la precisione, del processo che vede l’ex premier imputato di concussione e prostituzione minorile. In studio, oltre a Santoro, Travaglio e altri ospiti, Daniela Garnero in Santanché. Non è il caso di perdersi a riassumere la puntata: basta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>(dal quotidiano <a href="http://www.rinascita.eu/">Rinascita</a>)</em></p>
<p>Giovedì sera, a Servizio Pubblico, si è parlato — ovviamente — di  Berlusconi. Per la precisione, del processo che vede l’ex premier  imputato di concussione e prostituzione minorile. In studio, oltre a  Santoro, Travaglio e altri ospiti, Daniela Garnero in Santanché.<br />
Non è il caso di perdersi a riassumere la puntata: basta farsi un giro  sul web per farsene un’idea più che esaustiva. Voglio invece soffermarmi  su Garnero in Santanché: la quale, dimostrando di non comprendere il  senso del processo — proprio come non lo comprendono i sostenitori a  vario titolo di Berlusconi — ha espresso almeno due punti di vista che  meritano un po’ d’attenzione. (Se poi quella mancata comprensione sia  voluta o no, è un altro paio di maniche).</p>
<p>Dunque Garnero in Santanché denuncia l’ipocrisia di chi attacca la  libertà personale di Berlusconi in nome della libertà. Richiamo  brevemente il concetto di “ipocrisia”: «Simulazione di virtù, di  devozione religiosa, e in genere di buoni sentimenti, di buone qualità e  disposizioni, per guadagnarsi la simpatia o i favori di una o più  persone, ingannandole» (Treccani). E segnalo che giusto due anni fa, nel  marzo 2010, scrivevo quanto segue:</p>
<p>“1) perché una che è stata p.r. come organizzatrice degli spogliarelli  di porno-star nella discoteca “Beau Geste” di Milano con la sua società  Dani Comunicazione e che è convinta che la bellezza femminile (vulgo:  gnocca) sia l’ingrediente indispensabile per il successo deve poi  passare per una che vuole fermamente tutelare i diritti delle donne  (musulmane, per giunta) al punto di inscenare teatrini pietosi come  quello del novembre 2009?<a href="http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&amp;id=20974"> [continua qui]</a></p>
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		<title>Aggressione a Niguarda: storie di ordinaria perplessità</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 08:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Niguarda]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sa che guardo troppi telefilm americani. Quelli ambientati in ospedale, dove basta che arrivi uno malconcio con uno sbrego sospetto perché si precipitino tutti col solito defibrillatore (&#8220;libera!&#8221;, &#8220;lo stiamo perdendo!&#8221;) e vengano allertati implacabili detective — lieto fine assicurato, ça va sans dire. Però anche qui in Italia a volte non scherzano. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sa che guardo troppi telefilm americani. Quelli ambientati in ospedale, dove basta che arrivi uno malconcio con uno sbrego sospetto perché si precipitino tutti col solito defibrillatore (&#8220;libera!&#8221;, &#8220;lo stiamo perdendo!&#8221;) e vengano allertati implacabili detective — lieto fine assicurato,<em> ça va sans dire</em>.</p>
<p>Però anche qui in Italia a volte non scherzano. La bambina di una mia conoscente, correndo in casa, è scivolata ed è andata a schiantarsi contro il battente di una finestra aperta. La madre l&#8217;ha portata difilato al pronto soccorso, dove la bimba è stata sottoposta a visita accuratissima nonché fatta spogliare per eliminare ogni sospetto di violenza domestica, e la mamma ha dovuto rispondere a un milione di domande.</p>
<p>Ora, sentivo stamattina che <a href="http://www.agi.it/cronaca/notizie/201305112110-cro-rt10166-uccide_a_picconate_90_di_follia_prima_della_telefonata_al_112">due degli aggrediti dal picconatore ghanese si sono presentati al pronto soccorso dove sono stati prontamente medicati, ma nessuno ha denunciato l&#8217;aggressione. Nessuno. Né gli aggrediti né il personale medico/paramedico.</a> Immagino la scena:</p>
<blockquote><p><strong>Medico:</strong><em><strong> Allora, cos&#8217;abbiamo qui?</strong></em></p>
<p><strong>Infermiere:</strong><em><strong> Ferita lacero-contusa con parziale frattura dell&#8217;osso eccetera.</strong></em></p>
<p><strong>Medico (ridacchiando):</strong><em><strong> Che è successo? Un frontale con un camion? </strong></em><strong>[I medici del pronto soccorso, quando sono in buona, hanno uno spiccato senso dell'umorismo.]</strong></p>
<p><strong>Paziente:</strong><em><strong> No, camminavo per strada quando un negro fuori come un balcone mi si è avventato addosso e mi ha preso a picconate.</strong></em></p>
<p><strong>Medico (sospirando e scuotendo la testa):</strong><em><strong> Anche tu, però, benedetto ragazzo&#8230; La prossima volta vai in giro con un caschetto, no?</strong></em></p></blockquote>
<p>Sono certa che è andata diversamente. E allora perché, mi chiedo, a nessuno è venuto in mente di segnalare alle autorità competenti (naturalmente non è che lo siano sempre, <em>competenti</em>: ma è burocratese), così per buona misura, che in zona Niguarda pare ci fosse un tipo nervoso che se ne andava in giro saltando addosso alla gente con un piccone?</p>
<p>Non mi so dare una risposta. Forse non se la può dare nessuno — non in questo paese.</p>
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		<title>Dan Brown o dell&#8217;eccesso</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 12:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dan Brown]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen Hawking]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ho mai augurato la morte a nessuno. Intanto perché la Nera Signora arriva per tutti, presto o tardi; e poi perché se qualcuno mi sta veramente antipatico non è certo proiettandolo nel non-essere-più-di-questo-mondo che potrei seriamente vendicarmi. È per questo che non augurerò la morte a Dan Brown. Non mi sento neanche di augurargli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho mai augurato la morte a nessuno. Intanto perché la Nera Signora arriva per tutti, presto o tardi; e poi perché se qualcuno mi sta <em>veramente </em>antipatico non è certo proiettandolo nel non-essere-più-di-questo-mondo che potrei seriamente vendicarmi.</p>
<p>È per questo che non augurerò la morte a <a href="http://www.corriere.it/cultura/13_maggio_14/dante-incubo-dan-brown_25ac9dc6-bc56-11e2-996b-28ba8ed4f514.shtml">Dan Brown</a>. Non mi sento neanche di augurargli un qualche accidente invalidante — che gli caschino le mani (così da non poter più scrivere le sue immani castronerie) o che perda l&#8217;uso della favella (onde non poter nemmeno più dettare le medesime a un volonteroso scrivano): per dire, guarda com&#8217;è ridotto <a href="http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2013/05/08/Mo-Stephen-Hawking-aderisce-iniziative-boicottaggio-Israele_8671164.html">Stephen Hawking</a> e che cosa riesce a fare con l&#8217;ausilio delle moderne tecnologie. (Lo so da me che il paragone non regge: era giusto per fare un esempio pratico).</p>
<p>Però, se esistesse un blando malanno neurologico che lo ponesse nell&#8217;incruenta impossibilità di continuare a violentare l&#8217;intelligenza, esimendolo nel contempo dal mettere a dura prova lo spirito di sopportazione dell&#8217;uman genere colto — ecco, se quel malanno esistesse glielo augurerei con entusiasmo.</p>
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		<title>&#8220;Donne che odiano le donne&#8221;? Sì, ma in senso opposto.</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 11:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[Sallusti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ha ragione Sallusti, ma in senso opposto. Non posso garantire per Boldrini e le altre: ma a me, proprio in quanto donna, vedere certe mie congeneri difendere  a spada tratta chi della mercificazione e strumentalizzazione del corpo femminile in tutte le forme ha fatto un sistema di vita e d&#8217;impresa fa solennemente schifo. Sono loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha ragione Sallusti, ma in senso opposto.</p>
<p>Non posso garantire per Boldrini e le altre: ma a me, proprio in quanto donna, vedere certe mie congeneri difendere  a spada tratta chi della mercificazione e strumentalizzazione del corpo femminile in tutte le forme ha fatto un sistema di vita e d&#8217;impresa fa solennemente schifo. Sono loro le donne che odiano ogni donna.</p>
<p><a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/bunga-bunga-forever-ilda-le-toghe-guardone-e-i-deliri-della-boldrini-55651.htm">BUNGA BUNGA FOREVER! ILDA, LE “TOGHE GUARDONE” E I DELIRI DELLA BOLDRINI</a>.</p>
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		<title>&#8230; e tre!</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 14:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antispecismo]]></category>
		<category><![CDATA[Asinus Novus]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto di resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Liberazione animale]]></category>
		<category><![CDATA[Senzienti non-umani]]></category>
		<category><![CDATA[Specismo]]></category>
		<category><![CDATA[Sperimentazione animale]]></category>
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		<category><![CDATA[Vivisezione]]></category>

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		<description><![CDATA[«Prima ti ignorano; poi ti deridono; poi ti perseguitano; infine vinci». Questo, in sintesi, l&#8217;iter obbligatorio per ogni rivoluzione che si rispetti. Ora, l&#8217;antispecismo è di fatto una rivoluzione, ovvero un movimento teso al cambiamento radicale di uno stato di cose: in questo caso, l&#8217;inganno antropocentrista con tutti i corollari che ne discendono. L&#8217;occupazione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>«Prima ti ignorano; poi ti deridono; poi ti perseguitano; infine vinci»</em></strong>.</p>
<p>Questo, in sintesi, l&#8217;iter obbligatorio per ogni rivoluzione che si rispetti.</p>
<p>Ora, l&#8217;antispecismo è di fatto una rivoluzione, ovvero un movimento teso al cambiamento radicale di uno stato di cose: in questo caso, l&#8217;inganno antropocentrista con tutti i corollari che ne discendono.</p>
<p><a href="http://milano.corriere.it/milano/gallery/milano/04-2013/blitz-animalisti/1/blitz-animalisti_dad490c2-ac3a-11e2-b753-2de04ad0a16e.shtml#1">L&#8217;occupazione del Dipartimento di Farmacologia alla Statale di Milano del 20 aprile scorso</a> ha scatenato un <a href="http://asinusnovus.wordpress.com/2013/04/24/qualcosa-di-sinistra/">dibattito piuttosto acceso</a>, come registra la Rete; ma, soprattutto, ha innalzato i toni dello scontro — c&#8217;è chi ha ventilato denunce, querele, interventi repressivi eccetera.</p>
<p>La natura amministra i rumori con saggia parsimonia, perché il rumore, ovvero un suono improvviso, non desiderato e disturbante, è percepito come un segnale di allerta. In particolare, sono i rumori forti a ingenerare molestia: quando i decibel aumentano di colpo, si mettono in moto le ghiandole surrenali e aumenta la secrezione di adrenalina: sostanza che nei predatori stimola l&#8217;aggressività, e nelle prede l&#8217;istinto di fuga. Il leone e il gorilla, quando vogliono segnalare la loro presenza e avvertire gli eventuali intrusi di starsene alla larga, non fanno &#8220;psst&#8221;: il primo ruggisce facendosi udire fino a 9 chilometri di distanza, il secondo si percuote il torace con i pugni emettendo versi profondi. Chi ha assistito a queste esibizioni conferma che è roba da farsela nelle mutande.</p>
<p>L&#8217;essere umano, che è un animale acculturato, non sfugge alla regola: lo sapevano bene gli eserciti che si scontravano in campo aperto.<br />
L&#8217;esibizione di aggressività di fronte al nemico è presente in tutte le culture, e anche se si è andata poi codificando nel corso del tempo, non ha perso il suo significato — i legionari romani che battevano le daghe sugli scudi non sono molto dissimili dai Maori che danzavano di fronte al nemico; e, da che mondo è mondo, nelle risse si urla.</p>
<p>Ma c&#8217;è una differenza fra l&#8217;animale non umano e quello umano. Il primo &#8220;sa&#8221; di essere o un predatore o una preda, e si comporta di conseguenza. Il secondo può rivestire entrambi i ruoli conformemente alle circostanze, e può anche darsi il caso che i ruoli si invertano inaspettatamente.</p>
<p>Per entrambi gli animali, invece, il meccanismo di difesa scatta quando non si può più né attaccare né fuggire — che sono le modalità base dell&#8217;autoconservazione.</p>
<p>Così, i fatti di questi giorni possono essere letti in chiave diversa; e si potrebbe pensare di essere giunti alla fase 3 della trafila. L&#8217;ipotesi non è da sottovalutare, sapete? Pensiamoci.</p>
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		<title>La cosa è sinistra</title>
		<link>http://www.alessandracolla.net/2013/04/26/la-cosa-e-sinistra/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 09:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antispecismo]]></category>
		<category><![CDATA[Destra]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto di resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ecofemminismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Apprendo ora dall&#8217;amica Rita Ciatti che «Pierpaolo Farina, l&#8217;autore dell&#8217;articolo in Qualcosa di&#8230; sinistra in cui confonde un&#8217;azione di disubbidienza civile con un attacco terroristico, scrive sulla sua bacheca: &#8220;È ora che la politica cominci a prendere sul serio e a reprimere, con la forza se è necessario, il nuovo brigatismo animalista di matrice clericale&#8221;». [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Apprendo ora dall&#8217;amica <a href="http://www.ildolcedomani.com/">Rita Ciatti</a> che <em><strong>«Pierpaolo  Farina, l&#8217;autore dell&#8217;articolo in Qualcosa di&#8230; sinistra in cui  confonde un&#8217;azione di disubbidienza civile con un attacco terroristico,  scrive sulla sua bacheca: &#8220;È ora che la politica cominci a prendere sul  serio e a reprimere, con la forza se è necessario, il nuovo brigatismo  animalista di matrice clericale&#8221;»</strong></em>.</p>
<p>La cosa è interessante, per svariati motivi. Vediamoli (non era la mia massima aspirazione, di prima mattina, ma come dico sempre il lavoro sporco qualcuno lo deve pur fare).</p>
<p>1) <strong>«È ora che la politica cominci a prendere sul  serio&#8230;»</strong>: lo sta già facendo, poiché mai come nell&#8217;ultima campagna elettorale si sono viste tante strizzate d&#8217;occhio al mondo animalista — foto con pet che hanno sostituito le tradizionali foto con bambini, punti programmatici sul benessere animale variamente inteso (per esempio Rivoluzione civile di Ingroia, che poi ha scordato di averlo scritto e sostiene la candidatura del vivisettore Ignazio Marino a sindaco di Roma), pronunciamenti di vario genere sul trasporto di animali da macello (certo, la vivisezione e la caccia non si toccano perché sono lobby potenti e foriere di voti)&#8230; Segno che la &#8220;politica&#8221; ha capito che la galassia animalista si compone non soltanto di banditi e guerriglieri ma anche di cittadini normali che pretendono il libero esercizio del diritto/dovere di voto, esigendo al contempo l&#8217;attenzione degli schieramenti in gioco: e conseguentemente guarda a questi potenziali elettori con l&#8217;interesse ipocrita del bottegaio che deve piazzare la sua mercanzia — però<em> li guarda.</em></p>
<p>2) <strong>«È ora che la politica cominci (&#8230;) a reprimere, con la forza se è necessario»</strong>. Farina, qui, invoca la repressione dell&#8217;avversario da parte di un soggetto ambiguamente indicato: messo così come dice lui, il suggerimento sembrerebbe quello della criminalizzazione ideologica dell&#8217;avversario, e/o quello di un intervento diretto dello Stato — giacché una repressione dall&#8217;alto che sia manifestazione di forza giusta e non di arbitrio violento non può che essere quella di governo, che definisce ciò che è reato (potere legislativo), impedisce che venga commesso (potere esecutivo) e da ultimo punisce i trasgressori (potere giudiziario).<br />
<a href="http://www.alessandracolla.net/2013/04/25/qualcosa-di-sinistra/">Ho detto altrove</a> che vengo da un&#8217;altra epoca: non è un artificio retorico, è un fatto anagrafico. La mia epoca era quella in cui, a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta del XX secolo, &#8220;destra&#8221; e &#8220;sinistra&#8221; alternativamente invocavano la repressione dello Stato contro l&#8217;avversario, e il medesimo Stato veniva alternativamente contestato come &#8220;antifascista&#8221; o &#8220;fascista&#8221;. Mi fermo qui, perché il discorso è lungo e i nervi scoperti: ma era tanto per ricordare l&#8217;immutabile relatività delle umane vicende, e per richiamare l&#8217;attenzione sul fatto che, sollecitando una repressione dall&#8217;alto, diventa inevitabile attribuire ai reprimendi una collocazione ideologica universalmente sgradita, pena un consenso parziale dell&#8217;opinione pubblica. Allora, questa collocazione?</p>
<p>3) <strong>«</strong><strong>il nuovo brigatismo  animalista di matrice clericale»</strong>. Eccola, la collocazione, secondo Farina. Noto intanto che parla di &#8220;brigatismo&#8221; anziché di &#8220;squadrismo&#8221;: riconosciamogli quest&#8217;originalità.<br />
Quello che mi lascia perplessa, invece, è la &#8220;matrice clericale&#8221;. Perché &#8220;clericale&#8221; indica, senza possibilità di equivoco,  l&#8217;appartenenza: i) al clero inteso come complesso delle persone che appartengono all&#8217;ordine sacerdotale di una religione o di una Chiesa; ii) allo schieramento dei cattolici laici che dopo la breccia di Porta Pia nel 1870 affiancarono la Santa Sede nella protesta contro lo Stato italiano; oggi il termine è usato per definire i più ferventi sostenitori del potere della Chiesa.<br />
Ma, come dimostra bene Luigi Lombardi Vallauri nel suo esemplare<em> Nera luce. Saggio su cattolicesimo e apofatismo </em>(Le Lettere, Firenze 2001), tradizionalmente <em>«Lungo i secoli e quasi fino ad oggi, [la Chiesa] è rimasta  indifferente ai massacri e alle sevizie degli esseri senzienti non  umani»</em> (p. 138), e<em> «</em><em>La cristianità è massicciamente vivisettrice e carnivora»</em> (p. 148, nota 4). Dunque sembra che possiamo escludere aprioristicamente un orientamento filocattolico degli &#8220;animalisti&#8221; — cosa del resto verificabile empiricamente e senza bisogno di scomodare illustri pensatori.<br />
Allora non resta che pensare all&#8217;accezione <em>metaforica </em>del termine &#8220;clericale&#8221;, e supporre che Farina abbia inteso alludere al fanatismo dogmatico degli &#8220;animalisti&#8221;. Ma se c&#8217;è un ambito <em>laico</em> in cui, oggi, è possibile ritrovare accenti di fanatismo dogmatico, quello è proprio l&#8217;ambito della ricerca scientifica: in cui il dogma dell&#8217;imprescindibile necessità della sperimentazione animale non può essere messo in discussione, costituisce l&#8217;assioma per eccellenza su cui si fonda l&#8217;edificio mentale del ricercatore, viene celebrato con quotidiani sacrifici nei laboratori di tutto il mondo e se ne pretende la tutela con mezzi coercitivi.</p>
<p>4)<em> Last but not least</em>, il grido di dolore di Farina sembra ricalcato sulle relazioni di <a href="http://gnosis.aisi.gov.it/sito/rivista21.nsf/servnavig/8">Vittorfranco Pisano</a> e di <a href="http://gnosis.aisi.gov.it/Gnosis/Rivista27.nsf/servnavig/15">Gianluca Ansalone</a>, <em> </em>apparse rispettivamente nel 2001 e 2011 su &#8220;Gnosis. Rivista italiana di intelligence&#8221;. Sembra, insomma, un richiamo forte alla necessità di tutelare lo stato delle cose, senza lasciare sbocchi alla possibilità di provare a modificare una situazione iniqua. Il che, vado a naso, mi sembra confliggere alquanto con la visione del mondo tradizionalmente attribuita alla &#8220;sinistra&#8221; — non credo di dovermi dilungare nei dettagli: più o meno l&#8217;ho già fatto <a href="http://www.alessandracolla.net/2013/04/25/qualcosa-di-sinistra/">qui</a>.</p>
<p>Ognuno tragga le conclusioni che vuole e che crede. Quanto a me, il fatto di essere — ancora una volta — dalla parte di una minoranza passibile di repressione mi conferma la fedeltà a me stessa: e tanto mi basta per esserci e andare avanti. Andare <em>oltre</em>.</p>
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		<title>Qualcosa di sinistra?</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 09:50:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antispecismo]]></category>
		<category><![CDATA[Capitalismo e anticapitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Giovanardi]]></category>
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		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
		<category><![CDATA[Vivisezione]]></category>

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		<description><![CDATA[Vengo da un&#8217;altra epoca. Un&#8217;epoca in cui si voleva ridisegnare il mondo, e le estreme — quelle serie, non quelle dei picchiatori inebetiti e indottrinati degli opposti schieramenti tanto graditi ai piani alti — le estreme, dicevo, non si fronteggiavano ma si confrontavano, e si spaccavano la testa a colpi non di spranga ma di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vengo da un&#8217;altra epoca.</p>
<p>Un&#8217;epoca in cui si voleva ridisegnare il mondo, e le estreme — quelle serie, non quelle dei picchiatori inebetiti e indottrinati degli opposti schieramenti tanto graditi ai piani alti — le estreme, dicevo, non si fronteggiavano ma si confrontavano, e si spaccavano la testa a colpi non di spranga ma di elaborazioni, unite com&#8217;erano nella comune lotta al Sistema. Non è un caso, infatti, se tanti anni (decenni!) dopo ci si ritrova ancora nelle pieghe del virtuale, senza rinnegare il passato ma con l&#8217;antico rispetto per l&#8217;avversario e l&#8217;amara constatazione che la fine delle ideologie — citando il mago Merlino di <em>Excalibur </em>— è stata un sogno per alcuni, ma un incubo per molti. Un incubo dal quale non si sono ancora risvegliati.</p>
<p>Attualizzando, tutti i <a href="http://www.qualcosadisinistra.it/2013/04/22/attentato-terroristico-contro-la-ricerca-a-milano/">blablabla </a>sulla recente <a href="http://milano.corriere.it/milano/gallery/milano/04-2013/blitz-animalisti/1/blitz-animalisti_dad490c2-ac3a-11e2-b753-2de04ad0a16e.shtml#1">occupazione del Dipartimento di Farmacologia della Statale di Milano da parte di un gruppo di attivisti animalisti,</a> con conseguente liberazione di un nutrito gruppo di cavie (fortunate oltre ogni dire), mi fanno ridere. In particolare perché provengono da persone che si autodefiniscono &#8220;di sinistra&#8221; — <em>auto</em>, perché difficilmente un osservatore esterno potrebbe definire &#8220;di sinistra&#8221; chi condanna generici &#8220;reati contro lo Stato&#8221;. Lasciatele dire a Carlo Giovanardi queste cose.</p>
<p>Eugène Ionesco, vedendo sfilare sotto le sue finestre i manifestanti <em>enragés </em>del Maggio francese, gli gridò <em>«Finirete tutti notai!»</em>, preconizzando la normalizzazione del movimento che si sarebbe poi puntualmente verificata negli anni a seguire. E adesso io, vedendo i giovani arrabbiati che non hanno nessuna intenzione di cambiare il mondo, ma anzi cercano il modo migliore di accoccolarcisi dentro come un embrione pigro in un utero accogliente nel quale non maturare e dal quale non uscire possibilmente mai, mi chiedo quale malsana concezione di &#8220;sinistra&#8221; possano avere assimilato; e in che cosa consista, per loro, quel &#8220;progresso&#8221; invocato e rivendicato da ogni sinistra che si rispetti.</p>
<p>Giacché i ricercatori-che-sperimentano-in-vivo (uso questa dotta circonlocuzione perché hanno la pelle così delicata, poveri cari, che se dicessi &#8220;vivisettori&#8221; gli verrebbe una dermatite) non soltanto prendono volentieri i soldi da quello Stato che i loro padri nobili combattevano in modi più o meno morbidi, ma col loro impegno ottuso da guardie bianche rafforzano e preservano il meccanismo globale oppressivo e di controllo che regge l&#8217;intero impianto neo-, post- o turbo-capitalista che dir si voglia.  Parlo <em>Ottocento</em>? Rimedio subito.</p>
<blockquote><p><span style="color: #ff0000;">La corporazione medica è diventata una grande minaccia per la salute. L&#8217;effetto inabilitante prodotto dalla gestione professionale della medicina ha raggiunto le proporzioni di un&#8217;epidemia. Il nome di questa nuova epidemia, IATROGENESI, viene da IATROS, l&#8217;equivalente greco di &#8216;medico&#8217;, e GENESIS, che vuole dire &#8216;origine&#8217;. La discussione sulla malattia nata dal progresso della medicina è passata ai primi posti negli ordini del giorno dei convegni sanitari, i ricercatori si concentrano sui poteri patogeni (cioè generatori di malattia) della diagnosi e della terapia, e le relazioni sul danno paradossale provocato dalle cure occupano sempre maggiore spazio nella stampa medica. [...]<br />
Un&#8217;approfondita discussione pubblica della pandemia iatrogena, che cominci con una sistematica demistificazione di tutto ciò che riguarda la medicina, non può essere pericolosa per la collettività. Pericoloso è invece un pubblico passivo ridotto ad affidarsi alle superficiali pulizie intraprese per loro conto dai medici. La crisi della medicina può permettere al profano di rivendicare efficacemente il proprio controllo sulla percezione, classificazione e decisione sanitaria.<br />
La laicizzazione del tempio di Esculapio può portare a invalidare i dogmi religiosi su cui si fonda la medicina moderna, oggi sottoscritti da tutte le società industriali, di destra come di sinistra. [...]<br />
Fra tutti gli specialisti del nostro tempo, i medici sono infatti quelli addestrati al più alto livello di incompetenza specifica per questa ricerca indilazionabile. La guarigione dal morbo iatrogeno che pervade la società è un compito politico, non professionale. Deve fondarsi su un consenso di base, popolare, circa l&#8217;equilibrio tra la libertà civile di guarire e il diritto civile a un&#8217;equa assistenza. Durante le ultime generazioni il monopolio medico sulla cura della salute si è sviluppato senza freni usurpando la nostra libertà nei confronti del nostro corpo. La società ha trasferito ai medici il diritto esclusivo di stabilire che cosa è malattia, chi è o può diventare malato e che cosa occorre fargli. La devianza è ormai &#8216;legittima&#8217; solo quando merita e in ultima analisi giustifica l&#8217;interpretazione e l&#8217;intervento del medico. L&#8217;impegno sociale di fornire a tutti i cittadini una massa pressoché illimitata di prodotti del sistema medico rischia di distruggere le condizioni ambientali e culturali necessarie perché la gente viva una vita di costante guarigione autonoma. Di questa tendenza occorre prendere atto perché si possa poi rovesciarla. [...] Bisogna ormai rendersi conto che ciò che ha fatto dell&#8217;assistenza sanitaria un&#8217;impresa generatrice di malattia è l&#8217;intensità stessa di uno sforzo ingegneristico che ha convertito la sopravvivenza umana da prestazione di organismi in risultato di manipolazione tecnica. [...]<br />
La minaccia che la medicina attuale rappresenta per la salute della gente è analoga alla minaccia rappresentata dal volume e dall&#8217;intensità del traffico per la mobilità, alla minaccia rappresentata dall&#8217;istruzione e dai &#8220;media&#8221; per l&#8217;apprendimento, e alla minaccia rappresentata dall&#8217;urbanizzazione per la capacità di fare le case. In ognuno di questi casi, un grande sforzo istituzionale si è trasformato in qualcosa di controproducente.<br />
L&#8217;accelerazione del traffico che genera perdita di tempo, le comunicazioni divenute chiassose e frastornanti, l&#8217;istruzione che addestra sempre più gente a livelli di competenza tecnica sempre più elevati e a forme specializzate di incompetenza generale: sono tutti fenomeni paralleli alla produzione di malattia iatrogena da parte della medicina. In ciascun caso un grande settore istituzionale ha allontanato la società dal fine specifico per cui quel settore era stato creato e<br />
tecnicamente apprezzato. [...]<br />
La medicina potrebbe diventare un bersaglio di prim&#8217;ordine per un&#8217;azione politica che si proponga di invertire la società industriale.<br />
Solo coloro che hanno recuperato la capacità di provvedere a salvaguardarsi reciprocamente e hanno imparato a combinare tale capacità con l&#8217;assoggettamento alle applicazioni della tecnologia contemporanea, saranno pronti a limitare il modo di produzione industriale anche negli altri principali campi. [...]</span></p></blockquote>
<p>Questo lo scriveva il pensatore radicale di sinistra (lui sì) Ivan Illich, nel suo testo classico e fondamentale <em>Nemesi medica. L&#8217;espropriazione della salute</em>, nel 1976. Potrei anche ricordare tutte le riflessioni femministe sull&#8217;espropriazione del corpo femminile e quelle di Michel Foucault sull&#8217;espropriazione del corpo in generale: ma pare che in molta giovane &#8220;sinistra&#8221; contemporanea certi argomenti e certi nomi non siano <em>trendy</em>. Allora continuo con un&#8217;altra eresia (sapete che le adoro).</p>
<blockquote><p><span style="color: #ff0000;">È notevole come le persone siano in genere assai poco consapevoli, socialmente e politicamente, del concetto di benessere; e della disponibilità di alternative alla medicina ufficiale, capitalistica e orientata al profitto.<br />
Nonostante  la consapevolezza di quello che sta succedendo nel mondo, la maggior parte di noi non si preoccupa  davvero della propria salute e preferisce, invece, accogliere i dogmi della  &#8220;chiesa&#8221; che è ormai la medicina capitalistica, supportata da organizzazioni come l&#8217;American Medical Association (AMA) e la Food and Drug Administration (FDA). Queste  organizzazioni sono in pratica estensioni del  complesso medico-industriale transnazionale, che costituisce una delle industrie più  potenti nel mondo &#8220;globalizzato&#8221; di oggi. La  linea di fondo sottesa a queste istituzioni — e la loro preoccupazione fondamentale — è che se non c&#8217;è profitto in una ricerca o in un prodotto, essi non verranno neppure presi in considerazione. E se c&#8217;è un profitto, esso deve essere incrementato in qualsiasi modo e a qualunque costo. Questa è &#8220;assistenza sanitaria&#8221; a scopo di lucro. Il fondamento capitalistico della medicina &#8220;convenzionale&#8221; è, per definizione,  inconcepibile: si ha a che fare solo  con la contabilità. E questo è un autentico veleno che colpisce al cuore la medicina, recando con sé conseguenze di vasta portata.<br />
Il  movente del profitto in medicina distorce radicalmente tutte le cure  sanitarie, determinandone ogni aspetto — il tipo di ricerca, i  trattamenti raccomandati, la quantità di tempo da trascorrere con il  paziente. Tutto questo è fondamentalmente in contrasto con la preoccupazione basilare espressa nel classico Giuramento di Ippocrate — portare la salute al  massimo con la minima sofferenza per ogni paziente. [...] Sto  offrendo queste informazioni a beneficio di coloro che stanno  lottando contro i soprusi più eclatanti del sistema, e a coloro che si  battono per fondare una società più umana e più giusta. È necessario essere consapevoli delle alternative alla macchina medica dei padroni, e avervi accesso.<br />
Il sistema del profitto sicuramente sa come difendersi, e si traduce spesso in danni fisici e mentali inferti a chi osa sfidarlo. [...] State in salute, e continuate a lottare!</span></p></blockquote>
<p>Questo, invece, lo dice la <a href="http://www.homeoint.org/site/price/alternative.htm">dottoressa Erika Price</a>, nel 2000.</p>
<p>E se vi fate un giretto in rete, troverete parecchio materiale interessante sulle amicizie pericolose fra AMA, FDA e lobby del farmaco.</p>
<p>Così, cari i miei ricercatori &#8220;di sinistra&#8221;, prima di riempirvi la bocca con paroloni come &#8220;progresso&#8221; e &#8220;libertà&#8221;, riempitevi il cervello — con un po&#8217; di conoscenza dei meccanismi politici e sociali del nostro tempo; e la coscienza — con un po&#8217; di quell&#8217;etica e di quella deontologia che, non potendole fare a pezzi per vedere di che colore è il loro sangue, per voi non esistono. E riservate il vostro sdegno per cause migliori.</p>
<p>Io, per me, sto dalla parte delle cavie. Sempre e comunque.</p>
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		<title>Qualcosa sta cambiando</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 15:39:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antispecismo]]></category>
		<category><![CDATA[Liberazione animale]]></category>
		<category><![CDATA[Senzienti non-umani]]></category>

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		<description><![CDATA[Sì, qualcosa sta cambiando. E poiché ogni cambiamento, recando in sé una forte componente d&#8217;ignoto, fa paura, ci giurerei che è in aumento il numero di quanti cominciano ad avere paura della minoranza grintosa disposta a tutto per la liberazione animale, anche ai piani alti. Lo dice bene Rita Ciatti, nel suo ultimo post: «finalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, qualcosa sta cambiando. E poiché ogni cambiamento, recando in sé una forte componente d&#8217;ignoto, fa paura, ci giurerei che è in aumento il numero di quanti cominciano ad avere paura della minoranza grintosa disposta a tutto per la liberazione animale, anche ai <a href="http://gnosis.aisi.gov.it/Gnosis/Rivista27.nsf/servnavig/15">piani alti</a>. Lo dice bene <a href="http://www.ildolcedomani.com/2013/04/qualcosa-sta-cambiando-i-gesti-che.html">Rita Ciatti</a>, nel suo ultimo post: <em>«finalmente  il potere istituzionalizzato della violenza sui più deboli comincia a  sentir vacillare le proprie fondamenta»</em>.</p>
<p>Perché, gente, da che mondo è mondo funziona sempre così: prima ti deridono, poi ti ignorano, poi ti perseguitano — poi vinci. E questa è l&#8217;unica cosa che non cambia.</p>
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		<title>Il diavolo è nei dettagli?</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2013 12:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alberto Stasi]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Poggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Va bene, sarò fissata. Però ci sono rimasta un po&#8217; male rileggendo il verbale del primo interrogatorio di Alberto Stasi (fra il pomeriggio del lunedì e la mattina del martedì successivi all&#8217;omicidio di Chiara Poggi, il 13 agosto 2007): «Intorno alle 22 ho visto in lontananza dei lampi e mi preoccupavo del mio cane, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Va bene, sarò fissata.</p>
<p>Però ci sono rimasta un po&#8217; male rileggendo il verbale del primo interrogatorio di Alberto Stasi (fra il pomeriggio del lunedì e la mattina del martedì successivi all&#8217;omicidio di Chiara Poggi, il 13 agosto 2007):</p>
<blockquote><p><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/08_Agosto/21/Le_lunghe_ore_davanti_ai_carabinieri.html">«Intorno alle 22 ho visto in lontananza dei lampi e mi preoccupavo del  mio cane, che era nel giardino di casa mia. Temendo che potesse grattare  le porte sono tornato a casa in 5 minuti, ho preso il cane e l’ho  chiuso in garage.»</a></p></blockquote>
<p>Ora, io non so se il cane della famiglia Stasi fosse di quelli che hanno paura dei temporali. Io ne ho avuti due, così: e il primo timore della mia famiglia non era che potessero &#8220;grattare le porte&#8221;, ma che gli venisse un coccolone dallo spavento. Quindi in caso di temporale ci preoccupavamo prima di tutto di tranquillizzare il <em>pet </em>in ogni modo possibile — alla malora le porte.</p>
<p>Questo &#8220;preoccuparsi&#8221; che il cane potesse sciupare le belle porte della villa padronale, e il chiuderlo in garage — paura o non paura — mi sembra una cosa bruttissima, che non depone tanto bene a favore dell&#8217;immagine di Stasi. Non dico certo che sia colpevole per questo (lo specifico perché la pratica del processo alle intenzioni è più diffusa di quanto si pensi), ma sicuramente mi conferma l&#8217;antipatia &#8220;a pelle&#8221; che ho per lui — l&#8217;ho detto.</p>
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