Istruzioni per l'uso
Non sono una blogger. Quindi non mi propongo di tenere un diario o di rendere noti i fatti miei. Qui voglio soltanto mettere a disposizione degli altri quello che ho scritto pubblicamente in quasi venticinque anni di attività, e riservarmi naturalmente uno spazio di riflessione e di analisi.
Pertanto le categorie corrispondono agli argomenti di cui ho trattato e tratterò, indicati in modo non metodico né (mi auguro) pedante: così, Archivi del Nord comprende quello che ho scritto in passato su vari blog dispersi nella rete, e grazie ai quali sono riuscita a preservare la mia sanità mentale in un periodo molto difficile della mia vita (è l’unica categoria da considerare “chiusa”; per il titolo, sono debitrice a Marguerite Yourcenar).
A ovest di Paperino riprende il titolo di un vecchio film, e vuole suggerire l’assoluta relatività (credo che questo sia un ossimoro) delle collocazioni ideologiche destra/sinistra.
Care memorie (rapinato anch’esso a Marguerite Yourcenar) racchiude fatti e figure della storia ufficiale che mi sono cari, appunto, ma rivisti talvolta secondo una mia personalissima prospettiva.
Contramerica è facile, no?
Dalla parte di nessun dio perché non sono tifosa — non sono monoteista. Agli articoli di fede preferisco l’esercizio del dubbio: faticoso forse, ma sempre formativo.
Giorni bianchi giorni neri: quasi un blog.
Ipotizzando Gaia corrisponde alla mia posizione in materia di ecologia e animalismo, se vogliamo usare questi termini, ovvero alla mia posizione nei confronti di quella che il Foscolo chiamava la bella d’erbe famiglia e d’animali (è un’espressione che ho sentito pronunciare per la prima volta da una persona a me cara, quand’ero molto piccola, e come si vede mi è rimasta impressa…).
Nero su bianco ovvero l’effetto che fa l’inchiostro sulla carta. Documenti, testi, citazioni che per me hanno un (buon) senso.
Palestina occupata, perché la realtà è questa, che piaccia o no. Notizie, aggiornamenti, le mille cose che si leggono sulle ml o si vedono sui siti — se vi aspettate che le facciano passare i media ufficiali, avete sbagliato a capire.
Personae sono i personaggi, le maschere: e qui ci sono le cose che ho scritto sotto diversi pseudonimi, che ovviamente non rivelerò — se no che pseudonimi sarebbero?
Pignolerie — è vero, sono un po’ pignola come ha notato uno dei miei più apprezzabili corrispondenti. Sarà per contraltare al divino caos di cui mi sento indiscussa sacerdotessa — status che i miei familiari, un po’ terra terra, mestamente catalogano come disordine patologico.
Prohibiti — e dài con ‘sto latino… Ma era questa parola a comparire sul cartiglio che nei bei tempi andati si apponeva sopra gli scaffali, rigorosamente chiusi a chiave, nei quali si allineavano i testi stigmatizzati dall’Index librorum prohibitorum – potente strumento della Chiesa di Roma per controllare il pensiero deviante. Anche oggi ci sono degli Indices - analoghi negli intenti ma dai confini assai più ampi e fluttuanti. E non li compilano più gli uomini di chiesa, bensì gli occhiuti custodi del pensiero unico e i fondamentalisti di ogni ortodossia.
Quisquilie e pinzillacchere — cosucce da nulla, insomma. Avrei anche potuto dire Nugae, ma siccome nelle categorie figurano già Personae e Prohibiti e Silva rerum non vorrei far la figura di quella che se la tira perché ha studiato un po’ di latinorum. L’espressione che piaceva al Principe va più che bene.
Silva rerum è un’espressione ciceroniana che letteralmente significa ”la selva delle cose”, ma che era molto cara a Ryszard Kapuscinski: e racchiude tutto quello a cui non sono riuscita a trovare una collocazione precisa sotto le altre categorie (io non sono molto metodica).
SpazioDumas è il titolo di una rubrica che sono riuscita a tenere con (per me insolita) assiduità sulla rivista “Orion“.
Sulla rotta di Piri Reis evoca meraviglie geografico-mitiche che oggi io ritrovo nella geopolitica, e non sembri strano: perché niente come la geopolitica dà ragione dei destini e quindi delle radici di un popolo.
Non è improbabile che in futuro a queste vadano ad aggiungersi altre categorie molto poco categoriche.